
Mi sei piaciuta quando t’ho sentita
– fusi i riflessi e fili agli occhi neri
di rimmel sul tuo viso –
indovinarmi intimamente
nella mia poesia.
Mi sei piaciuta.
***
Le pause sono vermi a mucchi.
Indici puntati agli occhi.
È un sollievo il solletico del foglio
il programma della festa
e la poesia
si propaga come uno sbadiglio.
Le ascese sono rosse
punte oblique
lava
di carezze ai fianchi.
****
Un passo divarica lo spazio
è un percorso
dalla galleria in evidenza
finisce
senza titolo
La mano che tiene la testa
è disordine nel bouquet dei miei capelli in fila
Che cosa è questa attitudine allo spasmo
se l’ordine posticcio domina le facce?
Punte e ruote
spine e giri e
tutto è fermo.
***
siamo pianti sazi
spine intese cinte
ai fianchi
le conversioni i circoli aperti
la polvere difficile delle miniature
siamo queste mani giunte
del battere
il tempo che ci manca
Marisa Guagliardito è nata, e tuttora residente, a Palermo. Docente nella Scuola Primaria. I suoi testi compaiono in diversi blog e sono stati presentati in letture poetiche tenutesi nella sua città. A tutt’oggi la sua produzione poetica risulta interamente inedita.
