54. Portare a compimento

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da qui

Stavamo facendo passi avanti e forse per questo percepivo, assorta in preghiera, qualcosa di cui avevo avuto sentore già da tempo. Si trattava di collaborare con un religioso col quale ero stata in contatto vari anni. Era la guida di un gruppo di persone, tra cui un certo numero di consacrati. L’intuizione era parlare con loro, chiedere un sostegno per il prete affidatomi da Dio. Da sola non potevo farcela, mi era stato chiarito dall’inizio.
L’ostacolo sorgeva a causa della personalità del sacerdote: sin dalla prima adolescenza era stato un seduttore; il suo aspetto e i talenti naturali accentuavano ulteriormente questi tratti. La luce sulla sua interiorità e la condivisione tra di noi mi avevano permesso di conoscere più a fondo queste sue caratteristiche. Aveva una capacità stupefacente di far innamorare, di rendere unica ogni donna, convincendola d’avere con lei un rapporto irripetibile, mentre altre godevano dello stesso privilegio.
Questo vezzo era talmente radicato – nonostante il mio appoggio, le rinunce e la preghiera – che a lui richiedeva uno sforzo sovrumano per essere gestito. Di qui l’esigenza di un aiuto: dove due o più sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro, si legge nel Vangelo.
Vedevo in quelle sue prerogative una grande riserva d’energia vitale: riuscire a coinvolgere e coinvolgersi con tante donne nello stesso tempo non è cosa da poco! Ero convinta che il Signore volesse incanalare questa sua capacità verso mete più elevate, sottraendolo a una frammentazione interiore devastante. E che volesse, in più, fortificarlo: una donna, incontrandolo, non avrebbe dovuto ritenerlo un uomo così esposto da cadere nelle mani della prima venuta. Ecco perché il percorso era sofferto: urgeva un cambiamento radicale, il passaggio a una nuova identità.
Aveva sperimentato uno stato di grazia, nel passato: lo Spirito, attraverso la presenza e le parole di don Mario, lo aveva plasmato fino a liberarlo; non aveva più il bisogno compulsivo di irretire e restare irretito dalle donne. Uno stato che lo rese felice come mai, prima d’allora. Poi, le vicende della vita lo avevano fatto vacillare, come Pietro sulle acque. Finché don Mario c’era, lo custodiva da questa debolezza. Adesso si faceva presente per proseguire l’opera iniziata e che, per qualche motivo, non era riuscito a portare a compimento.

13 pensieri su “54. Portare a compimento

  1. agnese

    “Non è possibile ritrovare se stessi senza allontanarsi da tutto a da tutti per un adeguato periodo di tempo”.
    Sant’ Ignazio di Loyola

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  2. F

    Portare a compimento una radicale conversione, è “superamento del dolore per condurre l’io dal buio alla luce”, è “assenzo completo da parte della persona” al Maestro divino, è uscire dai propri desideri e farsi conquistare dal desiderio che Dio stesso suscita: ” lo suscita, poi lo libera dal suo arcaismo, lo strappa alla sua notte, alle sue strettoie, alla sua ambiguità, infine lo apre alla luce dilatandolo all’infinito” (Eloi Lecrerc)
    Portare a compimento l’ascesa a Dio è una impresa divina, è essere riplasmati a sua immagine e se “non ci siamo dati noi un cuore” che travasa passione, questa passione trafigga il cuore di Cristo che Tu, già mi hai sorpreso come un “ladro che scavalca la ringhiera” dell’anima mia.
    Tu sei il mio compimento, Amore, Tu che vuoi che sia un solo spirito col tuo.

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  3. Katrin

    “Resisti,ti dici: il Padre sa sempre il fatto suo, di certo non ti trattienie qui senza motivo, e tutto cio’ che semini, un giorno, qualcuno lo racogliera’. Una mattina come tante altre, un uomo o una donna si alzeranno felici, senza saperselo spiegare.”
    Fabrizio Centofanti

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  4. agnese

    “Da sola non potevo farcela”
    ci serve una mano sincera che ti aiuta a tirarsi fuori, se vuoi.
    Dio pensa di noi e manda sulle nostre strade di vita le persone che possono aiutarci.

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  5. agnese

    Ogni uno di noi ha suoi vizii e sbagli che ti pesano e bruciano da dentro. E’ così facile cadere di nuovo. E’ più facile cadere di rialzarsi. Ci vuole un desiderio forte per andare avanti, per arrivare alla meta, sani e salvi.

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  6. Chiara

    La Seduzione in sé e’ un grande talento…dobbiamo stare accorti quando le si affianca il Potere,..il potere di seduzione annienta…cercare aiuto spezza questo circuito,…

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  7. rossellalalettrice

    Non riuscire a portare a compimento un’opera iniziata è un fallimento. Inaccettabile! La seduzione è un’arma a doppio taglio: piacevole, ammaliante, culla di sogni, di desideri mai confessati, ma nel contempo distruttiva, strisciante, vipera, riduttiva, piccola.
    Seminare Luce e Amore lungo la strada che conduce alla meta Divina.
    Rossella LaLettrice

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  8. Ross Rossella

    Non riuscire a portare a compimento un’opera iniziata è un fallimento. Inaccettabile! La seduzione è un’arma a doppio taglio: piacevole, ammaliante, culla di sogni, di desideri mai confessati, ma nel contempo distruttiva, strisciante, vipera, riduttiva, piccola.
    Seminare Luce e Amore lungo la strada che conduce alla meta Divina.
    Rossella LaLettrice

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  9. robysda

    Bella ancora una volta la presenza di Don Mario che stavolta addolcisce le parole un po’ drastiche usate dal “tutor in corsivo”, quando dice che bisogna cambiare identità. Insomma,mi sembra una frase un po’ forte, se penso a tutte le volte che ho ascoltato la Parola nella quale l’autenticità di ciascuno di noi è alla base della vita e dei rapporti umani. Cambiare identità è un po’ rinnegare ciò che siamo, cancellare il nostro io per acquisirne uno nuovo, senza difetti, magari; certe debolezze è vero che sono fonte di dolore, diventano ferite che ci accompagnano per tutta la vita; ciascuno ha le proprie, si rimarginano per un bel po’ di tempo, sembrano sparite, quando, zac! eccole di nuovo, riemergono più taglienti e sanguinanti di prima. Con tanto dolore sto imparando che i miei tagli, ad esempio, ormai fanno parte della mia pelle, che non sarebbe mia senza di loro; insomma, sarei un’altra, con un altro nome, un’altra faccia e probabilmente occuperei un altro spazio su questa terra. Il Signore evidentemente vuole che ognuno di noi lasci un proprio contributo per quanto possibile, sfruttando al massimo le proprie potenzialità, i propri talenti, facendone tramite essenziale per testimoniare la fiducia che Egli ci accorda ogni volta e l’amore che sa darci accogliendoci ciascuno per ciò che siamo. In ogni caso avere un Domma disposto a portare la nostra croce è cosa non da poco.

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  10. pam

    “irretire e restare irretito…come Pietro”
    “Ero convinta che il Signore volesse incanalare questa sua capacità verso mete più elevate”

    «vi farò pescatori di uomini» (Matteo 4,18-22)

    C’è un “nocciolo d’oro” in ogni carisma, quando rende possibile l’apertura di porte, in modo anche sorprendente, su vie di conversione, quando produce del bene, quello stesso bene nel quale le cose possono essere trasfigurate, compiendosi.

    Tu mi hai fatto conoscere
    amici che non conoscevo
    Tu mi hai fatto sedere
    in case che non erano la mia.
    Chi mi era lontano
    oggi è vicino
    e lo straniero è divenuto mio fratello…
    – Rabindranath Tagore-

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