66. Lo ha voluto

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da qui

Mi piaceva sentirlo confidare l’esperienza vissuta con don Mario;
mi esaltava la parte in cui lo Spirito pian piano lo impregnava, svelandogli un modo diverso d’entrare in relazione, un istinto a trovare il buono in tutti, una schiettezza pura nel rapporto con le donne: la prova persuasiva di come Dio possa cambiare una persona. Don Mario scriveva, nella sua catechesi sulla Fede: lo Spirito rinnova, mettendo in grado d’attuare le sue opere di vita, portando dall’amore del prossimo all’esperienza piena della Carità.
Qualcosa di simile l’ho vissuto anch’io, ma in modo dispersivo. Un momento importante fu quando, davanti a un Crocifisso, in una chiesa vuota, fui invasa da un amore traboccante e un desiderio insopprimibile di trasmetterlo a mia volta. Non credo provenisse da me, che non sono così generosa. L’episodio segnò il resto del cammino, puntualmente accompagnato da qualche sofferenza: ogni tanto mi sfogo col Signore su quanto stessi meglio prima che arrivasse.
“Meglio” in termini umani: mi godevo la vita, ignorando la presenza dello Spirito. Mi commuove constatare come Dio ci conosca più a fondo di noi stessi: sapeva che alla lunga mi sarei annoiata, rischiando d’essere un’eterna insoddisfatta. La sete di senso, in me, era da sempre saldamente radicata.
Mi piaceva, dicevo, sentirlo raccontare della sua esperienza: un uomo nuovo, che amava in modo nuovo. Anch’io ero nuova, quando provai il desiderio di donarmi.
Il Signore permette, all’inizio del cammino, di conoscere il modo in cui saremo trasformati, la forma in cui lui ci ha immaginato dai secoli dei secoli; poi lascia che torniamo come prima, o forse peggio. Occorre che lo stato di grazia provvisorio diventi un modo d’essere: un giorno dopo l’altro, lo Spirito agisce nelle gioie e nelle fatiche, negli errori e nei successi. Sembra scomparso, ma poi capisci che non ti ha dimenticato. Ti guida alla meta, se lo vuoi: non devi far altro che restare; dipende tutto dalla tua perseveranza, secondo la grande santa d’Avila. Il Progetto, perciò, non può fallire: Dio lo ha voluto; se ci uniamo al suo intento, nulla può impedirne l’attuazione.

10 pensieri su “66. Lo ha voluto

  1. F

    “Un gemito solo lega i miei giorni” quello dello Spirito, sembra dire questo momento della nuova esperienza di Dio sotto l’azione dello Spirito Santo , maestro e suggeritore, che informa e trasfigura l’anima.
    Lo Spirito Santo, Colui di cui si parla meno delle divine Persone della S.S. Trinità, “Deus absconditus”, sconosciuta Anima del mondo è l’Amore: divina emanazione del Padre e del Figlio.
    E’ l’ospite dolce che abita la parte più segreta dell’anima, è il conforto, il difensore, l’unzione di tenerezza e il santificatore che: “intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili”.

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  2. F

    “Lo Spirito Santo rinnova.. portando dall’amore del prossimo all’esperienza piena della carità”. (D.Mario)

    “Lo Spirito Santo è sempre ed incontrovertibilmente uno spirito ecclesiologico: Spirito dell’unità nella massima ricchezza”.
    (Balthasar)

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  3. F

    “..lo Spirito pian piano lo impregnava”

    “Lo Spirito Santo può suscitare bagliori di verità, di giustizia, di bellezza
    dove più gli piace”
    (Giacomo Biffi)

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  4. ema

    La salvezza-viene-indicata-dalla-fede-preparata-per-la-speranza-ma-e’data-soltanto-alla-carita’.

    San-Francesco-di-sales

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  5. agnese

    Gesù spesso ripete che dobbiamo tornare come bambini.
    Tornare come bambini- sinceri, puri, aperti di cuore, che amano e vogliono essere amati.
    E questo che noi “da grandi” perdiamo; si costruamo il muro di difese dove difficile arrivare il raggio di bene e amore. Viviamo nel buio delle nostre ombre di sofferenze.
    Bambino perdona facilmente, grande- no.

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  6. agnese

    “Lo Spirito Santo è uno Spirito vivente e la sua azione è strettamente collegata con tutte le realtà della vita.”

    Giovanni Paolo II

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  7. pam

    Un gesto di cura, di attenzione, di condivisione, l’amore e la sua giustizia, il calore del perdono, un “grazie”, uno slancio del cuore che va oltre un ostacolo, lo sguardo che si volge al mondo, rendono un giorno un giorno di una vita da godere, sempre.

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  8. pmartucci

    ….”Farò nuove tutte le cose”, in quella unità che ricompone i singoli pezzi, cielo e terra, carne e spirito. Cuori che, rappacificati, si scoprono non somma di tanti frammenti, ma un tutto di una bellezza donata dallo Spirito. Papa Francesco evoca, in un punto dell’Ev Ga, l’immagine del poliedro, quella figura composta da tanti dettagli, che riflette tutte le nostre potenzialità, tutti quegli aspetti che ci fanno creature speciali, fatti di tanti momenti, di tante luci, ombre. Un po’ come nel gregge del buon pastore, lo sguardo del Padre cura che nessuna pecora vada perduta….

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