16. La mano del Signore

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da qui

Dopo l’ offerta per i sacerdoti, non riuscendo nell’intento di farmi desistere, il demonio mi disse: ma chi te lo fa fare? Non vedi che il tuo Dio mi consente di darti il tormento, se segui questa strada? Questo è il tuo Dio, questo è il suo amore tanto sbandierato!
Poiché lo ignoravo, mi fece una promessa: se andrai avanti, ti renderò la vita amara!
Devo ammettere che è stato di parola. Quando non si può più dubitare della sua esistenza, il demonio vuole incrinare la fiducia nella bontà di Dio, bandire la speranza, attrarre nella sua separazione dal Dio-Amore.
In seguito alle minacce ricevute, venni ai ferri corti col Signore e mi accorsi d’aver adoperato lo stesso linguaggio del maligno. La scoperta inquietante non bastò a fermarmi, tanto ero adirata. L’esorcista mi confidò che queste vessazioni, oltre a fungere da offerta, avevano il compito di purificare. Eppure, in tutto quel tempo, non si era verificato alcun miglioramento, anzi, alcune insufficienze s’erano accentuate.
Ammiravo le persone che intessevano con Dio un rapporto di amore riguardoso: io lo trattavo da mio pari, e mi accadeva di frequente di contendere con Lui. Una volta, delusa nelle attese, afferrai il ritratto di Gesù che tenevo accanto al letto e lo chiusi nell’armadio, sepolto da strati di vestiti: non volevo più vederlo. Più tardi, m’imbattei da qualche parte in un’icona di Cristo che attirò la mia attenzione; tornata a casa, rovistai la rete in cerca d’immagini simili a quella: si trattava della rappresentazione di Gesù Misericordioso. Ricordando di averne in casa una, donatami da una cara amica, la cercai dovunque, senza frutto; mi tornò in mente il ritratto riposto nell’armadio, e lo andai a ricuperare: aveva gli occhi identici a quelli che mi avevano colpito.
Povero Gesù, sepolto lì in attesa del momento opportuno per uscire! L’immagine fu decisiva nel prosieguo della nostra relazione: ci lasciammo guidare da quegli occhi nelle fasi più difficili, convinti che ci avrebbero guariti nel profondo. Ormai eravamo in tre.
L’evento non rimase senza conseguenze: emersero paure e desideri inconsci, e approdammo a un’intesa reciproca mai sperimentata. Intuivamo che cosa ci avesse incatenato a bisogni e insicurezze. Entrambi c’eravamo aggrappati a qualche tipo di stampella: lui alle donne, io alle false certezze di un’armonia illusoria. Nessuna soluzione avrebbe mai colmato le lacune, ma sarebbe servita soltanto ad accrescere la nostra dipendenza.
Un giorno lui mi disse: è impossibile dirsi cristiani senza la presenza dello Spirito, perché è Lui che garantisce il rapporto personale con Gesù.
La svolta era avvenuta, e se alcune questioni restavano insolute, la mano del Signore, oramai, ci guidava con sapienza.

5 pensieri su “16. La mano del Signore

  1. F

    “Quanti anni nelle vie assiderate” e poi ad un tratto ci si sente nelle mani del Signore: pensiero dominante, certezza, soavità, attrattiva, desiderio irreristibile. Le lusinghe, “vani fiori dell’anima” a lungo raccolte, non sono che pallide parvenze e ombre dietro le fiamme dell’Amore e anche se corre un momento in cui tutto resta sospeso, al primo impensato attimo, sei Tu che ti adagi sul cuore, e sei nei sospiri dello Spirito, “colomba dalle ali d’argento”, un tocco di magnificenza.
    Non è un raggiungimento dell’ intelletto nel desiderio di scrutare l’Ineffabile, questo sentirsi nelle sue mani, ma un lasciarsi alla contemplazione, che Tu sei in ogni dove e “profumo spandi/da ferire ogni senso” e sei un innamoramento e tutti i possibili desideri.

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  2. robysda

    Lasciarsi attraversare mente e corpo da vite depresse che senza orario bussano, chiedono, pretendono, implorano, per necessità o per follie di una notte intrisa di chissà quale disperazione, lasciando dilaniare il proprio cuore, senza risparmiarlo della più piccola sofferenza, per amore. Lasciare che una lega di piombo si appoggi a caduta libera, mentre lei sta ferma, non si muove, all’occorrenza segue il passo, rende il giogo dolce, leggero. La stampella, vestito grigio e colletto bianco, la Stampella, Spirito che guida.

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