(…)
E sa che l’oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.
(…)
E che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l’attesa.
Ho letto (e cosi lo riporto di seguito) di un artista polacco roman opalka ,morto nel 2011, che ha scritto :” il tempo come lo viviamo e come lo abbiamo concepito ,incarna la nostra progressiva scomparsa . Siamo allo stesso tempo vivi e di fronte alla morte. ” Pensare che tale artista per 20 anni aveva deciso di guardare in faccia ,ogni giorno, l’incombere della morte : ogni giorno scriveva in una tela ed imprimeva la sua foto su una lastra fotografica. Cosi’,giorno dopo giorno sfidava la morte e si teneva il flash della sua ultima sera per poter esprimere il forte desiderio di vedere il giorno successivo al suo ultimo giorno cioè l’oltre , cioè l’epilogo inatteso di un tempo infinito !
Non risponde esattamente alla domanda sul ” quanto” , mi auguro possa aprire una riflessione sul “come” ed anche un grato ricordo di E Scola.
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L’ha ribloggato su giroblogandoe ha commentato:
LA FAMIGLIA – Foto di famiglia
http://girobloggando.blogspot.it/
Sul tempo
di Kahlil Gibran
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E sa che l’oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.
(…)
E che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l’attesa.
Per sempre.
Il mio cuore continuerà a battere anche quando si sarà fermato
Eduardo de Filippo
Ho letto (e cosi lo riporto di seguito) di un artista polacco roman opalka ,morto nel 2011, che ha scritto :” il tempo come lo viviamo e come lo abbiamo concepito ,incarna la nostra progressiva scomparsa . Siamo allo stesso tempo vivi e di fronte alla morte. ” Pensare che tale artista per 20 anni aveva deciso di guardare in faccia ,ogni giorno, l’incombere della morte : ogni giorno scriveva in una tela ed imprimeva la sua foto su una lastra fotografica. Cosi’,giorno dopo giorno sfidava la morte e si teneva il flash della sua ultima sera per poter esprimere il forte desiderio di vedere il giorno successivo al suo ultimo giorno cioè l’oltre , cioè l’epilogo inatteso di un tempo infinito !
Non risponde esattamente alla domanda sul ” quanto” , mi auguro possa aprire una riflessione sul “come” ed anche un grato ricordo di E Scola.