
La percezione del buio nello studio
mi insegna a non dimenticare
gli oggetti del giorno incolori e orfani
che scintillano assenti nello specchio.
Calma, nella notte, non invento nulla
neppure una parola logica – scrivo
respirando, tocco l’alfabeto infantile
che inavvertitamente si è fatto adulto.
Non ho imparato nulla di ciò che volevo sapere
Qualcosa scrivo ma dimentico o ricordo
fuori di me. Senza sforzo.
Il dolore c’è stato prima.
La percezione del buio nell’alta attenzione
ha distrutto lo sfondo, invaso carne e cervello
che provano nuovi sopori.
E’ così facile scrivere. Lascio alla luce
ogni angoscia, pongo la mano sulla penna,
la stringo. Mi porta via, cieca.

Una poesia sempre icastica e limpida, nel tempo. Da sottolineare gli ultimi tre versi.
Il mondo di questa poetessa scritto in Braille per essere letto da spiriti senza occhi. Suggestiva per tutti i cuori. Grazie.
È sempre un incanto leggere Lucetta, una vibrazione interiore che unisce al mondo