la tua poesia è di quelle che germogliano un po’ alla volta. ad ogni rilettura c’è un senso in più, appare una diversa sfumatura. contaminazioni spazio temporali producono caleidosciopicamente nuove prospettive.
La poesia ha come un grumo di “st” tra il secondo (fortissimo) e terzo verso e poi chiude con leggerezza di suoni, ma rimane lo strappo del significato. E il contrasto lascia il segno. Da rileggere per assaporarne i sensi, d’accordo con Fabrizio.
Più che urla sembrano contrapporsi, alle “novene di morti in pieno gas”, le sonore legnate di versi che poco indulgono: sterpaglie di storti al fatuo giro, nomadi con carrelli, convoglio di deportazione…
Vi è centralità di discorso in quell”acqua piovana”, acqua catartica nella finanche simbolica purezza: denudamento e abluzione. Anime (forse) salve.
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la tua poesia è di quelle che germogliano un po’ alla volta. ad ogni rilettura c’è un senso in più, appare una diversa sfumatura. contaminazioni spazio temporali producono caleidosciopicamente nuove prospettive.
La poesia ha come un grumo di “st” tra il secondo (fortissimo) e terzo verso e poi chiude con leggerezza di suoni, ma rimane lo strappo del significato. E il contrasto lascia il segno. Da rileggere per assaporarne i sensi, d’accordo con Fabrizio.
Più che urla sembrano contrapporsi, alle “novene di morti in pieno gas”, le sonore legnate di versi che poco indulgono: sterpaglie di storti al fatuo giro, nomadi con carrelli, convoglio di deportazione…
Vi è centralità di discorso in quell”acqua piovana”, acqua catartica nella finanche simbolica purezza: denudamento e abluzione. Anime (forse) salve.
Giovanni
l’Auschwitz delle nostre amene aiuole?
immagini forti, in bianco e nero,
e tanto grigio …
Un’illusione
il verde dei giardinetti.
ciao Marina
🙂
Durissima… una pugnalata.
già. un “pezzo” di musica dodecafonica, di grande drammaticità.