
Ogni cosa ne significa un’altra. Capito questo, si è capito tutto. Il materialismo non vede la realtà dalla giusta prospettiva: quella simbolica.
Il symbolon era il coccio che, diviso in due, certificava l’alleanza stretta fra due re: ognuno custodiva la sua parte, che s’incastrava con quella del socio. La vita è questo: un nesso tra elementi diversi, che si richiamano l’un l’altro.
Preso in sé l’universo non ha senso: è un sistema destinato al collasso, all’entropia. A quest’ottica manca l’altra parte del coccio: il creato ha un Creatore, che lo orienta verso il fine, senza lederne mai la libertà.
Ho già detto del mio colloquio col secondino di Rebibbia: sosteneva con fervore l’inutilità delle zanzare, ma lo esortavo a non farlo sapere ai pipistrelli, che risolvono con loro il problema del pranzo e della cena.
Amare il prossimo è difficile: ma se ricordo che è immagine di Dio, è tutta un’altra storia. Una rosa mi ricorda l’amore (come insegna il piccolo principe), una penna il fascino di un libro, un treno il viaggio che per tutti è l’esistenza.
Anche Cristo, perché ne avessimo memoria, ha scelto di legarsi al pane e al vino: per qualcuno è impossibile non pensare a Lui, se mangia o beve.
Ogni atomo del mondo è un tesoro da scoprire: basta trovare il gemello in cui si specchia.

UN ATOMO NELL’UNIVERSO
Ci sono onde che si frangono
montagne di molecole
ciascuna stupidamente intenta ai fatti suoi
milioni di milioni, divise,
eppure formano spuma bianca, all’unisono.
Un’era dopo l’altra
prima che occhi potessero vederle
anno dopo anno
rimbombare contro la riva come ora.
Per chi, per cosa?
Su un pianeta morto
senza nessuno da intrattenere.
Senza posa
torturate dall’energia
sprecata prodigiosamente dal Sole
riversata nello spazio.
Una pulce fa ruggire il mare.
Nelle profondità marine
tutte le molecole ripetono
la struttura delle altre
finché se ne formano di nuove e più complesse.
Queste ne creano altre come loro
e una nuova danza ha inizio.
Crescendo in dimensioni e complessità
esseri viventi
masse di atomi
DNA, proteine,
danzano in strutture sempre più intricate.
Fuori dalla culla
sulla terra asciutta
eccolo
in piedi:
atomi con la coscienza
materia con la curiosità.
Di fronte al mare
stupito dallo stupore: io
un universo di atomi
un atomo nell’universo.
Richard Feynman
Grazie Fabrizio per l’insegnamento umano che ogni giorno ci regali
Questo brano lascia intuire il segreto della poesia: uno sguardo che coglie misteriose corrispondenze, fili invisibili che uniscono realtà tangibili con l’impenetrabile vastità dell’universo, e ancora oltre, fino al cuore di Colui che, nella fede, lo creato e redento.
Bellissimo!
Don Fabrizio è davvero bellissimo! Grazie!
Un ammasso di roccia cessa di essere un mucchio di roccia nel momento in cui un solo uomo la contempla immaginandola, al suo interno, come una cattedrale.
A.de Saint-Exupery