Simboli


Ogni cosa ne significa un’altra. Capito questo, si è capito tutto. Il materialismo non vede la realtà dalla giusta prospettiva: quella simbolica.
Il symbolon era il coccio che, diviso in due, certificava l’alleanza stretta fra due re: ognuno custodiva la sua parte, che s’incastrava con quella del socio. La vita è questo: un nesso tra elementi diversi, che si richiamano l’un l’altro.
Preso in sé l’universo non ha senso: è un sistema destinato al collasso, all’entropia. A quest’ottica manca l’altra parte del coccio: il creato ha un Creatore, che lo orienta verso il fine, senza lederne mai la libertà.
Ho già detto del mio colloquio col secondino di Rebibbia: sosteneva con fervore l’inutilità delle zanzare, ma lo esortavo a non farlo sapere ai pipistrelli, che risolvono con loro il problema del pranzo e della cena.
Amare il prossimo è difficile: ma se ricordo che è immagine di Dio, è tutta un’altra storia. Una rosa mi ricorda l’amore (come insegna il piccolo principe), una penna il fascino di un libro, un treno il viaggio che per tutti è l’esistenza.
Anche Cristo, perché ne avessimo memoria, ha scelto di legarsi al pane e al vino: per qualcuno è impossibile non pensare a Lui, se mangia o beve.
Ogni atomo del mondo è un tesoro da scoprire: basta trovare il gemello in cui si specchia.

5 pensieri su “Simboli

  1. ema

    UN ATOMO NELL’UNIVERSO

    Ci sono onde che si frangono
    montagne di molecole
    ciascuna stupidamente intenta ai fatti suoi
    milioni di milioni, divise,
    eppure formano spuma bianca, all’unisono.
    Un’era dopo l’altra
    prima che occhi potessero vederle
    anno dopo anno
    rimbombare contro la riva come ora.
    Per chi, per cosa?
    Su un pianeta morto
    senza nessuno da intrattenere.
    Senza posa
    torturate dall’energia
    sprecata prodigiosamente dal Sole
    riversata nello spazio.
    Una pulce fa ruggire il mare.
    Nelle profondità marine
    tutte le molecole ripetono
    la struttura delle altre
    finché se ne formano di nuove e più complesse.
    Queste ne creano altre come loro
    e una nuova danza ha inizio.
    Crescendo in dimensioni e complessità
    esseri viventi
    masse di atomi
    DNA, proteine,
    danzano in strutture sempre più intricate.
    Fuori dalla culla
    sulla terra asciutta
    eccolo
    in piedi:
    atomi con la coscienza
    materia con la curiosità.
    Di fronte al mare
    stupito dallo stupore: io
    un universo di atomi
    un atomo nell’universo.
    Richard Feynman

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  2. N&N

    Questo brano lascia intuire il segreto della poesia: uno sguardo che coglie misteriose corrispondenze, fili invisibili che uniscono realtà tangibili con l’impenetrabile vastità dell’universo, e ancora oltre, fino al cuore di Colui che, nella fede, lo creato e redento.
    Bellissimo!

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  3. robysda

    Un ammasso di roccia cessa di essere un mucchio di roccia nel momento in cui un solo uomo la contempla immaginandola, al suo interno, come una cattedrale.
    A.de Saint-Exupery

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