Gesù è al nostro servizio. Quando capiremo il paradosso, avremo decifrato l’enigma dell’amore. È un cammino pieno di sorprese, perché l’amore è novità, e non ammette soste.
Gesù sarebbe sceso sulla terra – sarebbe morto -, anche solo per me. Questo pensiero sbaraglia ogni tristezza. Un Dio che mi ama così non può non essere riamato.
Ci impegniamo, stringiamo i denti per essere all’altezza, per compiere ciò che ci spetta, e dimentichiamo l’essenziale: l’amore. La tristezza è un sintomo. Convertiamoci alla gioia.
Gesù vuole dare, piuttosto che ricevere. È diverso da noi: vive per amare. Basta un passo, per toccare l’altra riva: credere che nulla possa riempirci se non la Sua chiave di lettura. È decisivo il versetto degli Atti degli Apostoli: come disse Gesù, c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Amen
Cerchiamo amore, e ne troviamo poco. Le nostre aspettative sono fatte apposta per essere deluse. Potremmo attraversare spazi e tempi, e resteremmo con un pugno di mosche nella mano. Poi ci viene in mente di chiedere l’amore a Gesù, che arde dal desiderio di donarlo.
Il cammino da compiere è quello dell’amore. La libertà che ne viene è la stessa di Dio, che ha solo da dare e da vitalizzare. Riempiamo il mondo di questo, e la vita avrà di nuovo un senso.
Gesù si dona in cibo nell’Eucaristia: ci chiede di invitarlo ai nostri pasti. L’attenzione reciproca, il regalo di sé all’altro è il segreto più profondo, la perla più preziosa.
Quante volte ci sentiamo stanchi e scoraggiati, incapaci di sciogliere i nodi o risolvere i dubbi: è quello il momento di appoggiare la testa sulla spalla del Risorto, di dimenticarsi e ritrovarsi in Lui.
L’amore umano può molto e si esprime variamente. Ma l’Amore di Gesù è diverso: lo dimostrano le piaghe sul Suo corpo risorto, segnali di una strada nuova, che conduce alla meta.
I doni di Gesù sono come granelli di sabbia nel deserto: innumerevoli, ma non ce ne accorgiamo. L’amore è gratuito, quando è vero, e molto spesso ci è donato a vuoto.
Scomparire nell’amore, perché l’amore appaia; aderire all’Altro, per ritrovare se stessi; morire all’io, per rinascere al Tu. Quando accade, si comincia a vivere.
Conversare con Gesù da innamorati: sarebbe il minimo, trattandosi di Dio. Quante cose scopriremo, quando ogni pesantezza sarà spazzata via da ciò che è eterno.
Quanti doni ci fa Gesù, e non ce ne accorgiamo: gesti d’amore, attenzioni delicate, sorprese originali. Se si aprissero gli occhi, cominceremmo a vedere l’impensabile.
Siamo fratelli di Gesù: ci accoglie nella Sua famiglia, come fossimo dei Loro. Siamo dei Loro, per una promozione che solo l’Amore può pensare possibile.
Gesù ci ha donato il Suo Cuore. Il Cuore di Dio. Sarebbe bello rendersi conto di quello che succede, vivere un attimo di lucidità e vedere oltre, leggere dentro, provare meraviglia. Allora nasceremmo.
Si può essere amabili, per amore di Gesù. I quattro strati sono un promemoria: cosa, come, perché; ma soprattutto per Chi. È così che la nebbia si dirada.
A volte le cose vanno male: una risposta cattiva, la fiducia tradita, un progetto irrealizzato. Gesù lascia fare, perché capiamo anche noi cosa sia l’amore disprezzato. Si riparte, così, col piede giusto.
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