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da qui
Maria torna al ponte della Senna: ha bisogno di vedere Andreas, di sentire una parola diversa da quelle pronunciate dall’uomo anziano incontrato a Notre Dame. Le arcate sono avvolte dalla nebbia: ogni spazio inghiotte una porzione di passato, ma si sa che prima o poi il vento o la pioggia lo sputeranno fuori, sempre più umido e inquinato. Le foglie volano leggere e vanno a morire sul marciapiede come i buoni propositi, calpestati dal passante ignaro. Maria avverte un rumore alle sue spalle: si gira di scatto e vede Andreas che dorme, appoggiato al muro fatiscente della banchina impregnata di vapori cittadini. Si avvicina lentamente, cercando di non far rumore. Continua a leggere
