
Ripubblico le mie considerazioni sulle poesie di Daniele, che ci ha lasciato prematuramente in questi giorni. Possa la bellezza dell’arte renderlo presente in mezzo a noi.
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Caro Daniele,
grazie per Il fortino dell’invisibile, la conferma di un’arte capace di coniugare parola, immagine e anima, oltre che musica: quella matura, e mai scontata, dei tuoi versi. Per me, uomo di fede, è un piacere soffermarmi sugli echi multipli che le pagine fanno risuonare. Come vetrate di antiche e nuove cattedrali, incorniciano scene, percorsi, labirinti su cui quotidianamente si posa il mio sguardo di prete e letterato. Continua a leggere

