
Nozze d’argento
Quando diventa muta la carne lamentosa,
per lei ci resta la tenerezza.
Persiste lo splendore di quell’incendio bello
che un giorno fu inno di delizia, ramo di musica vivente.
Sotto le pallide ceneri
palpita ancora
il gaio cantare di quel fuoco.
Gli occhi scapparono ad altri paradisi;
toccò altre spiagge la nave del desiderio,
ma nel centro dell’anima è incrostata
quella musica lontana, soave e tenace come il profumo dell’infanzia.
Quando diventa muta la carne lamentosa,
aleggia gemendo nell’angolo più puro dell’esistenza
l’uccello grigio della tenerezza.
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