Specchi e riti
questi lividi
esortati da respiri
questo boccone di domande
e questa morte evocata
a bassa voce
questi sogni disegnati
sulle acque
a gesti raccontati
a sbadigli
questo calendario crudele
inchiodato dalle date
e affollato di angosce
e a forza lieto
una malattia citata
in un sermone
che i chiodi raccolgono
a memoria
e che la ragione diserta
come un alibi sfuggente
e protetto
gremite recite e saluti
dolorosamente giustificati
da pretese pressanti
e un po’ uterine

