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NELLA FAME NELLA SETE
Nico disse al telefono che avrebbe vissuto a lungo in quella casa, che non c’era nulla di cui preoccuparsi, che dopotutto non c’era bisogno di lasciarla. Nico capì anche, nello stesso momento, che il sangue gli scorreva troppo denso nelle vene e fuori qualcosa moriva. L’ombra di Nico si fermò a pensare tutto il suo sudore con un gesto noncurante sulla parete di fronte, un movimento che somigliava a tutta la bellezza dell’altro al telefono, al di sopra dell‘afa. Ma poi Betta la gatta, non smetteva di miagolare. Forse la fame. Certamente la sete e fuori qualcosa cadeva. Nico staccò la sua ombra dalla parete, si girò di spalle e portò il pollice destro alla bocca.
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