
«Era una giornata afosissima. Stavamo morendo di caldo mentre aspettavamo l’apparizione della diva. Qualcuno cominciava a insinuare che Theda si fosse liquefatta con il bistrò che le impastava le ciglia. Si aprì una porta e apparve ai nostri occhi la regina delle sirene bardata di pellicce fino ai denti. “Miss Bara — disse l’agente con una voce da imbonitore da circo — è nata all’ombra della Sfinge. Laggiù fa molto, molto caldo e lei qui ha freddo». Continua a leggere
