di Luciano Lucci
Per me il ’68 non è un anno ma uno stato d’animo. Avevo poco più di vent’anni e sentivo che ogni cosa che facevo, che provavo, che pensavo era la stessa che condividevano milioni di altri giovani sparsi per il mondo. E’ certo che quella fu una stagione di idee (pacifismo, giustizia sociale, libertà individuali, diritti) e di sensibilità (immaginazione, creatività, fantasia, desideri) che ha avuto un lungo effetto attraversando anche le generazioni successive.
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