
Una lettura di Meteo di Andrea Zanzotto
di Donato Salzarulo
1. Innanzitutto il titolo. Tratto di filato dalle note rubriche televisive di previsioni del tempo. Ma anche ME-TEO, ME-DIO, conoscendo il presupposto teorico di base della ricerca zanzottiana che, a partire da La Beltà, istituisce il significante come produttore e depositario in proprio di senso. Evidente l’intento di instaurare un legame tra l’atto poetico e quello scientifico-conoscitivo del fare previsioni. Poesia come meteorologia, quindi. Come presa diretta, dal vivo, live delle alte e basse pressioni affettivo-sociali, dei loro nuclei di condensazione, della loro distribuzione, dei loro moti e precipitazioni. Continua a leggere
