di Augusto Benemeglio (*)
Gocce d’inchiostro
A differenza di “Venti di Grecale”, il primo romanzo di Paolo Labombarda , che era il libro della memoria , il libro degli incroci con la storia , il libro “necessario”, suggerito dall’incontro con i fantasmi del suo passato , questo suo secondo libro di racconti, “Gocce” , Albatros edizioni, 2011, è invece basato sulla scrittura , sull’amore senza limiti per la difficile arte che è la scrittura . Sono gocce di misteri, di cuore di donna, d’ironia, gocce d’alba, di pastori e di cani abruzzesi , fiamme verdi, prati gialli , gocce di rami e lettere , dove il sole beve l’ombra fra i muri di pietra innalzati dalla memoria. Continua a leggere

