
“Come tutti gli altri”
In memoria di Czes?aw Milosz
“Come tutti gli altri, chinavo il capo
durante la consacrazione del pane e del vino,
alzavo gli occhi verso l’ostia e il calice levati,
credevo (qualunque cosa significhi) in un cambiamento.
Andavo alla balaustra dell’altare e ricevevo il mistero
sulla lingua, ritornavo a posto, serravo gli occhi,
facevo il mio atto di ringraziamento, aprivo gli occhi,
e sentivo il tempo tornare a scorrere.
Mai vi fu situazione
in cui abbia chiarito le cose con me o con qualcun altro.
La perdita avveniva dietro le quinte. Eppure non posso
disconoscere parole quali “ringraziamento” e “ostia”
o “pane della comunione”. Possiedono
un immortale
tremore e attrattiva, come acqua di pozzo giù nel fondo”.
Seamus Heany, District e Circle, Corriere della Sera, 2012, p. 105.
