Nell’anno in cui il digitale scavalca il cartaceo (perlomeno a copertina rigida e per ora solo negli Stati Uniti) anche in Italia si assiste a un crescente interesse nei confronti del formato ebook, e sono sempre più numerose le case editrici che (nella maggior parte dei casi forse ancora troppo timidamente) fanno ricorso a quella che con ogni probabilità sarà la corsia preferenziale dell’editoria del XXI secolo.
Certo il mercato editoriale italiano vive di anomalie endemiche e arcinote, quali il ritardo costante e oramai fisiologico rispetto ai cambiamenti che si verificano da anni nei mercati editoriali esteri, una media di lettori tra le più basse d’Europa (tre libri l’anno per persona, ma la percentuale di chi non ne legge nemmeno uno è altissima), lo strapotere dei grandi gruppi editoriali e un sistema di distribuzione (che poi, lo ricordiamo: è quello che davvero stabilisce il successo o l’insuccesso di un’opera) che applica da tempo una sorta di genocidio diffuso nei confronti delle minoranze, siano essi autori o piccoli editori.
Il futuro del libro e della libera editoria (e cosa forse ancora più importante dei potenziali scrittori che faticano a emergere e delle storie che il cartaceo si rifiuta di pubblicare) potrebbe quindi essere legato, soprattutto in Italia, allo sviluppo e alla diffusione del libro elettronico.
Anche alla luce di questo, ovvero di mondi che si confrontano come se fossero generazioni e di generazioni che cercano una propria via alla sopravvivenza in un mondo al collasso, mi pare si possa leggere il racconto Tanatosi di Antonio Paolacci, pubblicato appunto in formato digitale da Perdisa Pop e disponibile su Internet Bookshop, BookRepublic e Amazon.it.
Oltre che essere l’editor coraggioso di Perdisa Pop, Paolacci è anche autore raffinato e capace, e con questa tanatosi ci offre Continua a leggere
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