
Desta allarme – mi segnala l’amico-collega Paolo Rumiz – l’opera pubblica più ciclopica del dopoguerra nel Friuli-Venezia Giulia, un progetto di linea ad alta velocità finora è avvolto in un’inspiegabile segretezza. Gli studi per la Tav del Nord-Est sono stati portati avanti con una segretezza – dice Rumiz -che potremmo quasi definire “carsica”.
Dati sul tragitto della Tav, spiega il giornalista-scrittore su “Il Piccolo”, si trovano solo sul sito del piccolo Comune locale di Dolina, www.comune.san-dorligo-della-valle.ts.it.
Ma l’itinerario è sconcertante, pieno di gallerie inutili: “Anziché prendere diagonalmente quota sul Carso per raggiungere il nodo di Davaccia (“gate” per la direttrice Lubiana-Budapest), sprofonda in galleria parallelamente alla costa – Santa Croce, via del Pucino, Gretta, San Giovanni – e sfiora Trieste per poi risalire, avvitandosi attorno alla Val Rosandra, con un sistema di curve decisamente anomale per un percorso ad alta velocità. Continua a leggere
