
È più facile chiedersi che cosa non voglia dire e che cosa non voglia più dire “essere uno scrittore”. Bisognerebbe anche specificare se in Italia o no. Molto in generale, ora: essere uno scrittore non vuol dire inserirsi in una corrente. Né incidere ad alto livello – in grande “stile”! – su un tessuto già pronto (e già infetto). Vuol dire: professare (e profetizzare: senza enfasi) una diversità che – dopo otto secoli di tradizione italofona – appare sempre meno durevole; e nonostante questo continuare: beatitudine nell’anarchia, beatitudine nel disperdersi in molti rivoli (attività, non sempre e non solo culturali; e il sangue – il proprio – compreso), ridere e piangere. E vorrà dire, comunque: scommettere su alcune possibilità attuali e viventi, tanto più che l’apertura nei loro confronti le renderà meno precarie, in tutti i sensi, e più adatte a sopportare certi pesi.
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La letteratura non ha esitazioni, in nessun tempo. Ciò che deve nascere, nasce. Mi permetto solo di dire che ottocento anni di letteratura italiana ci hanno insegnato, ormai, chi e che cosa passi e chi e che cosa non passi: naufraga l’enfasi (per prima), naufraga l’imitazione come principio assoluto, naufraga il compromesso enfatico con il potere, naufraga l’espressione privata che rappresenta un uomo e solo un uomo. E soprattutto: naufraga tutto ciò che non viene accompagnato da corpi carismatici, anche deformi – ma carichi di una dolcezza violenta; o di un sorriso senza pari… come quello di Leopardi – o da beautiful minds offese dalla malattia; ma corpi e menti tali da sedurre. Non parlo di sensualità del corpo dello scrittore, e di effetti sensuali, ma di un’incarnazione della vera parola (vera in quanto quello scrittore non potrebbe legittimamente enunciarne un’altra) in un vero corpo (il corpo che compete a quella parola). Parlo con l’irrazionalità che è dovuta a questi argomenti. Nemmeno in letteratura possiamo dirci non cristiani, anche quando non lo siamo: perché, senza corpo, e senza morte, e senza ferite (atroci) e senza resurrezione, la fede nello stesso Cristo è vana.
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Tra l’oscenità per cui “tutto è un compromesso” e l’utopia in cui “non c’è il compromesso” ci sono sfumature accettabili o desiderabili. La nostra vera malattia è il sentimento del tempo: il successo editoriale a breve termine (Lara Cardella, Melissa P.) o in un solo periodo (Guido Da Verona, Pitigrilli) equivale a nessun successo, dopo. E senza un salvataggio critico e culturale entro pochi anni, il naufragio dell’ex-successo è sicuro. La nostra purezza rispetto al compromesso deve essere accompagnata, sempre, dal ricordo che la durata è un fenomeno inaggirabile, anche dalle strategie del marketing. L’investimento e il rumore pubblicitario su una merce-libro non possono competere con il fenomeno del tempo, contro il quale l’uomo non può nulla. E il tempo è la (propria) morte e la deperibilità delle merci: compresa la merce-libro. La nostra vanità, l’insensibilità al tempo e l’illusione che il tempo sia a favore dell’uomo comportano – da un punto di vista grosso modo filosofico, ché non è sempre utile parlare sempre e solo di merci-denaro-oggetti – “il proliferare degli editori a pagamento”. Ma il problema non è tanto la loro esistenza di per sé, quanto l’inesistenza di lavori di editing pesante e costruttivo (e vincolante per il futuro degli autori), la speranza di ergersi a testimoni di qualcosa che non si è degni neanche di nominare, ecc. La voracità degli editori a pagamento – quelli non seri (e molti sono seri, e non voraci) – è garantita da una certa complicità degli autori, per ignoranza, orgoglio, o incomprensione della logica del tempo. Quando è rivolto a libri non banali, né artisticamente né contenutisticamente, l’editing può essere considerato un’opera di mediazione (positiva, in quanto mediazione) tra l’io dell’autore e l’io dei possibili lettori (visti come testimoni, non come carne da macello del commercio librario), oltre che tra questo tempo e il tempo che verrà dopo.
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[l’intervista, inedita, rispondeva a domande di Pasquale Giannino; le risposte, date per iscritto, sono dell’autunno 2006]

più si è presenti e più si è morti, no?
diverso invece mi pare
più si è morti e più si è presenti.
non so se è ot, o come si dice.
lo volevo dire, l’ho detto.
grazie, Massimo. accosto questi frammenti all’elogio dell’ombra di Sebastiano. un memento significativo.
fabrizio
Beautiful poems in this website. Thank you poets for all you do of good in this beautiful and yet not easy at all path ,path of enchantments oand desperatios where we all are. More or less.
Up with poetry. Peace ! Visit my own poetry and-of art website. Chin up people of poetry ! let´s carry on. Carry on. We are not alobe. In poetry we stand. Send me an email.
Vladimiro Rinaldi
http://www.apoesidi.com
Se e´mai esistito un tempo della storia dell ´uomo e
dell ´ambiente, dellúomo e del clima, del futuro conme possibilita´, del futuro delle specie inclusa la nostra, dove la poesia ,come mestiere o vocazione dellhomo sapiens et faber e non homo demens jerarcus abbia avuto un senso ed una urgenza e´questo il tempo.
Una volta , anni fa, mi fu chiesto da una insegnante di francese di origine franco-vietnamita, ma ha senso oggi la poesa ?
Le risposi e rispondo a tutta lúmanita´quello che risposi a lei : si´! Tantissimo.
ELOGIO DI UN SOGNO PERBENE
Come vorrei che la vita non passasse mai ed avere la salute fisica , morale e l `ìdeale o lo spirituale(o entrambi essi) sempre ! Senza dover ricorrere ai medici,ai farmacisti;quanto vorrei non dovere pagare le medicine e che la mia pensione di ex operatore tecnico per la fotografia, al servizio dello Stato, non mi fosse rapinata dai commercianti ed i padroni a cui i politici sono devoti (comandano piu `i commercianti o i politici ed i sindacati ? )con la pratica ossessiva e cannibalesca del caro prezzi e sottaciuto dall` ipocrisia dei sibdacati e dei politici strapagati e dalle pensioni
d `oro e diamanti.Alla faccia dei cittadini e le cittadine,del popolo ” sovrano”.
Quanto vorrei che noi tutti i poveri e le povere che sono pure onesti ed oneste (non tutti e tutte lo sono)non fossero piu `poveri ma rimanessero onesti e fossero pure premiati e premiate,invece che come punite,per essere e volere rimanere onesti e oneste!
Finalmente non doversi piu `vergognare di essere nati e cresciuti in Italia dove solo i politici i mafiosi e chi si prostituisce oppure aq chi si genuflette a loro….
avra `forse il contentino, non diritto ma il favore(i diritti per gli onesti in Italia non esistono).
Ed altri ed altre ce ne stanno) vivono da maraja`alla faccia della povera ed oneta gente e sulle spalle dei cittadini e le cittadine.
Quanto vorrei che i giusti sogni dei miei genitiori che fecero la Resistenza si avverassero ! Che dal mondo dei defunti potessero finalme3nte non pianfterempium `e sorridere doi giusto orgoglio e speranze avverrate. E sapere che non vissero invano e che non si devono pium`pium`vergognare dei politici italiani ed ogni altro mascalzone e ladro,ma potente e /o prepotente impunibile, sfruttatore e pieno di arie perche `ha soldi ,carrieraq, vi8olenza, virulenza da sfogare sui miti,fragili cittadini e cittadine. O per sadico gusto del il comando.
E chi non ,di noi che triboliamo, non desidererebbe che accadessero questi giusti cambiamenti,alcuni , si`lo so, utopistici ma gli altri : del tutto costituzionali ..
Non lo vorrebbero coloro che hanno la coscienza sporca e i glutei al posto derlla faccia (grazie Mario Albanesi,giornalista del canale televisivo : Tele Ambiente,per difenderci in soli cinque minuti per volta ma perche `non di piu?Mandami una e-mail ,almeno non mi sentriro `troppomsolo nel mio esilio ).
Per assurdo , quei baroni e babbioni della malasorte. Rincitrulliti della politica per loro vorrebbero,ed hanno,sia pure in piccolo prezioso egoista e narcisista mentale status e style of life, ,tutto il mondo ai loro piedi e sederoni,sederini,sederetti su poltrone di potere e trapagati…e rimanere sempre giovani.Forse si credono pure eterni oltre che padreterni. E necessari: Questo mondo e quell` altro ( se un altro ce ne sara `) solo tutto pere loro vorrebbero. Come potrebbero mischiarsi all ùltratteno dei santi ed i martiri mpopolari ? Non ci sono abituati a viverci in mezzo.
E´un universo malato al cervello,qiello0 lorome d e `lo stesso di ogni altyrto ricco,straricco con pure un lodo a favore o l ímmunita `,e distante dalla gente vera,povera umile,che soffre, universo.
Ragiono sull stigma in psichiatria (che detesto e ritengto assurdo dati i fatti). Perche `a loro no?
Cio `li dovrebbe riguardare in toto ed includere, invece ne sono resi autoimmuni ,come da pre esistente storico ulteriore lodo. A dire il vero lo stigma in psichiatria dovrebbe essere esteso pure a moltissimi criminologi e psichiatri e professori di questo e quello che non capiscono niente o non ce la contano giusta.
Ma nemmeno questo non e `possibile.Non e `possibile che
l` ssurdo . l ìnsulsaggine, il degrado,la violenza,il ladrocinio,la prepotenza in questo reso pieno di mondezza e squallida urbanizzazione ,da apartheid sociale da Portonaccio a Tivoli,eccete3ra, e di ingiustizie tante e se lo scrivo dicono che sono matto io oppure uno sgrammaticayto.. bellissimo Paese.
E allora vorrei avere almeno i diritti sanciti dalla Costituzione e dalla Carta dlle Nazioni mUnite ( ONU ); I diritti al rispetto della dignita` umana,diritti dei cittadini,del popolo sovrano, avere diritto alla casa , popolare,visto che4 non ce l Ho e non me l `hanno mai concessa nonostante ne avessi diritto, a non dovermi comprare lemedicine,in quanto sono invalidi al cento per cento e diabile con disabilita `grave; ad una occupazione o un sostanxziale(deavvero sostanziale) rivalutazione della pensiopne; Noi non viviamo nel XX oppure XXI secolo. Noi viviamno ancora al tempo degli antichi romani e gli imperaqtori ed i politici ed avvocati del Foro se si arrabbiano,che parlo troppo o scrivo troppo potrebbero mettermi a tacere3 come fecero con uno di Nazaret5 e4 con un rivello che nome facevaq Spaqrtaco.
Strapagati cialtroni tutti. Quei segretari di partiti ed i loro ruffiani e le loro ruffiane ..Hanno deciso che noi poveri ed innocenti dobbiamo vivere e morire tra i tormenti e mai vedere realizzata la vera giustizia.Mai vedere realizzata la vera ugiaglianza.Vogliono che strisciamo ai loro piedi,che li votiamo sempre e che lo ínciucio storico durera´ in eterno.Classe3 sulla classe, uomo sull ùomo, poe4rsona sulla persona,il pium `prepotente sul mite nfratello o amico o comunque umano pure lui,persona.Hanno deciso che nbon dobbiamo protesdtare ma belare,muggire,nitrire,squittire prima che ci sparino alla fronte nei macelli e ci strappino ilo cuore come facevano i maya in offerta agli dei loro protettori di, mpotenti sparaballe e lo stesso fecero poi i malvagi inquisitiori .Ecco ,non si puo `avere tutto ; non e `possibile che non si deve avere niente e loro tutto, aqncora di pium `..
So che lo vorremmo in tanti e in tante.Forse tutti e tutte ed a livello globale. Ma chi ha di piu `non vuole donare a chi ha di meno oppure niente,zsse puom `gli rubva pure quel poco che gli rimane.E diventa ancora piu `viscido, ricco e potente.
Invece la vita e la gioventu ` passano veloci e non tornano piu `. Chi comanda e decide lo sa e per questo vogliono che noin alziamo la testa
ANSIA ( UNO DEGLI ASPETTI DELL’)
Mano mano che si cresce pure si muore ,in altre parole la morte nasce con la vita.Non e’ un aforisma ma una constatazione.Non sappiamo quando accadra’ ,in genere, ne’ sappiamo se questo riscontro deve essere dato per scontato tout court,la vita non e’ una riga dritta,i poeti e le poetesse lo sanno( Dessanti, Pistorio) in quanto del prima e dopo la vita e la morte sappiamo niente. Diviene teorema.
C ‘eravamo gia’ prima che venimmo al mondo,nella memoria genetica dei nostri genitori,nei nostri antenati ? Non siamo fatti di solo spirito.
Sta di fatto che ora in questo luogo dello spazio e del tempo ci troviamo ” a vivere”, atterriti e meravigliati allo stesso tempo. Lo spirito della natura fa parte pure di noi .Tutta la biodiversita’ comprende pure noi come specie,una strana,straordinaria specie,tanto intelligente quanto non sempre facente buon uso della sua( nostra) intelligenza. E viviamo ora come smarriti ora esprimenti gioia per il fatto di stare a vivere.
Siccome non amiamo pensarci temporanei ,la distrazione di questa riflessione o assioma del pensiero parrebbe conveniante,e lo e’ ,infatti ,bisogno di gioia, fuggire dalla depressione del saperci temporanei,per qualcosa di piu’ frivolo e significativo, ed e’ auspicabile. O si impazzisce per una incognita,un punto interrogativo nonostante. In un senso di finito e infinito tanto suggestivo quanto sconvolgente ,sembra la vita ,o tale considerata dai piu’ . Chi ce lo fa fare di avere brutti ricordi e “irrazionali” timori? Meglio la gioia,ma la gioia la si merita dando senso al nostro rispetto verso il prossimo e la natura,verso l piccole ed importanti cose. Purtroppo siamo resi vittime,ostaggi dei folli potenti incipriati che rubano e distruggono l’ altrui diritto alla gioia.
Esiste ,forse, un altrettanto propabile ” terza via ” :qualcosa dentro e fuori di noi,in un dualismo percettibile e inevitabile del quale non sempre si e’ volutamente consapevoli o non vogliamo pensare affatto ( pero’ tutti e tutte consciamente o inconsciamente desideriamo riceverne…Si chiama amicizia veramente e si chiama amore .Valori senza dei quali nemmeno varrebbe la pena di nascere. E invece qui siamo e dobbiamo lottare,difendere questi importantissimi valori dell’ animo umano,e a dirla tutta: non soltanto dell’ animo umano. Dobbiamo lottare contro il male che i bulli,i fanatici,gli egoisti troppo e gli ipocriti troppo,e la violenza ( in molte forme esprimibile ) praticano. La poesia lotta contro il male.La poesia del comportamento.Ma forse tutto quello che ho scritto si potrebbe definire con un eufemismo: ansia benigna.
Vladimiro Rinaldi,
sito web : http://www.apoesidi.com