Forse nata dalla putredine del mare
una ignobile ma dolce sirena
sta su uno scoglio e sui liquidi inquinati
canta la solitudine e l’oblio.
Ma chiusi nei giardini senza vento
ci separano dai teneri colloqui
la nostalgia dei desolati inverni
e il piacere della nostra pena.

Quanto mi piace questo poeta….
mi piace la levità dei versi, è come una carezza, un canto vissuto, presenza dell’altro.
Complimenti Fabio!
un saluto
carla
Mi unisco… e non solo per solidarietà.