di Marina Pizzi
[secondo espianto]
- *
- caro in un eremo la modalità
- del remo, il moto in lite di starsene
- zitto; fartene resine i passi
- senza placente né curve di cenere.
- salvo, poi, dalla porticina alla scalea
- legare al laccio l’improvvisata
- del ruzzolone dell’ora di chiusura.
- *
- Alcune parole non significano
- sostegno o perdita
- addendi o sottraendi
- discoli o condotte dotte.
- Solo la fune cessa lo scempio
- del pio con il tetto del tempio
- dell’io in fase amorosa o farsa
- o similoro una banca da svaligiare.
- Solo la cresta del gallo consacra
- la fase ennesima del marciapiede
- il ciak del film che non gira più.
- La dedica del no che dentro m’inciampa
- paganesimo sismico di falena
- la luce al sì: brutalità e pozzo
- il pulpito della nuvola svogliata
- a te quella con le persiane agiate
- simbolo e nascita di una rotta
- di gruzzolo di pane appena sfornato.
- *
- a tratti un giretto intorno al giardinetto
- e la giornata è tratta:
- dimentichi che la taglia è senza indice.
- *
- l’orologio senza lancette dà l’ora esatta
- sa dare la fonia del fianco al fango
- la gondola per amanti senza cuore.
- *
- festa molesta questa scaturigine
- casa circondariale
- sorso di voce
- tornante dispiacere.
- *
- Dilemmi alle mani
- miniature del nulla
- quasi la soglia qua
- bolgia già la cenere.
- *

fonemi e lessemi contro l’imperversare del nulla. un salvataggio di parole nel naufragio del senso.
ciao, Marina.
fabrizio
zattera: è tutto.
grazie di starci insieme.
ciao, Fabrizo.
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