E fu su questi fondi che noi sognammo la Nòtte,
a sud di nessun nord, in copia calche di convèrsi,
turiboli smessi per mucchi d’ossa spolpate e rotte,
miasmi in decotti di canapa, burro e noci, aspèrsi!
E fu su questi fondi che noi sognammo la Nòtte,
a sud di nessun nord, in copia calche di convèrsi,
turiboli smessi per mucchi d’ossa spolpate e rotte,
miasmi in decotti di canapa, burro e noci, aspèrsi!
“Decisivo: un trascendere senza trascendenza” (Ernst Bloch)
Non conoscevo l’autore di questi versi: una “satura” dell’orfanezza della terra… Testi, a mio parere, di grande qualità. Complimenti.
Una poesia che richiede, e merita, grande attenzione.
fm
ho salvato tutto sul disco fisso, adesso lo leggo…
p.s.
ho bruciato gli involtini!
Sei sezioni, sei concetti.
Gli accenti, il primo particolare che mi balza all’occhio, seguito dai sei capitoli, ognuno un tema a sé….
Nel primo vedo un viaggio…
miseria e
necessità primarie.
Il verso, lungo, è pregno di sensi, e come ogni verso lungo, avvolge e irretisce.
Il resto ognuno può crearselo, nel suo immaginario infinito.
L’ultimo verso di ogni sezione è una vera sentenza.
Li elenco qui sotto, potrebbe essere una nuova poesia, perché i lunghi versi di Luca possono prestarsi anche a questo “gioco suadente di poesia”
“Dare fiato al richiamo del “solo basta berci piano!”
Rimane una voce di moribondo che s’è fatta tacere.
Ricettari d’interiora e martìri per palati superiori!
Cocenti notti, nude in ispirito, di prese e di delizie!
E a questa, un’altra Nòtte ancora che se n’è andata!
Che obbligarsi alle circostanze e tornare a ricredersi! “
“Donna in nero” è la sezione che più mi ha sedotto.