Luca Salvatore

E fu su questi fondi che noi sognammo la Nòtte,
a sud di nessun nord, in copia calche di convèrsi,
turiboli smessi per mucchi d’ossa spolpate e rotte,
miasmi in decotti di canapa, burro e noci, aspèrsi!

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4 pensieri su “Luca Salvatore

  1. Enrico De Lea

    “Decisivo: un trascendere senza trascendenza” (Ernst Bloch)

    Non conoscevo l’autore di questi versi: una “satura” dell’orfanezza della terra… Testi, a mio parere, di grande qualità. Complimenti.

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  2. carla

    Sei sezioni, sei concetti.
    Gli accenti, il primo particolare che mi balza all’occhio, seguito dai sei capitoli, ognuno un tema a sé….
    Nel primo vedo un viaggio…
    miseria e
    necessità primarie.

    Il verso, lungo, è pregno di sensi, e come ogni verso lungo, avvolge e irretisce.
    Il resto ognuno può crearselo, nel suo immaginario infinito.

    L’ultimo verso di ogni sezione è una vera sentenza.
    Li elenco qui sotto, potrebbe essere una nuova poesia, perché i lunghi versi di Luca possono prestarsi anche a questo “gioco suadente di poesia”

    “Dare fiato al richiamo del “solo basta berci piano!”
    Rimane una voce di moribondo che s’è fatta tacere.
    Ricettari d’interiora e martìri per palati superiori!
    Cocenti notti, nude in ispirito, di prese e di delizie!
    E a questa, un’altra Nòtte ancora che se n’è andata!
    Che obbligarsi alle circostanze e tornare a ricredersi! “

    “Donna in nero” è la sezione che più mi ha sedotto.

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