Mio nonno aveva un’energia incredibile. Pochi mesi prima di morire era venuto a trovarci a Roma. Era rimasto una sola settimana. Abbastanza per mettere a soqquadro mezza casa, conoscere una signora sulla settantina (prontamente invitata a cena da noi), farsi mordere dal cane del vicino.
Il giorno della partenza, che arrivammo in ritardo alla stazione, per prendere il treno in tempo saltò sul carrello e mentre si teneva in equilibrio io lo portai alla sua carrozza.
E quella fu anche l’ultima volta che lo vidi, dato che un brutto male se lo portò via quella stessa estate. A parte ieri che rideva riflesso in una pozzanghera, mentre una macchina gli passava sopra e mi schizzava addosso acqua e fango. Ma è proprio dalla sua morte che sono cominciate quelle strane allucinazioni. L’altra sera il mio gatto, che a mala pena miagola, mi ha parlato.
“E’ ora di dormire, spegni quella maledetta televisione!” ha detto, mentre addosso mi calava tutto l’incomprensibile mistero dell’universo.

Brutte bestie i gatti…
Sanno le cose
Bye
Mario
“mentre addosso mi calava tutto l’incomprensibile mistero dell’universo”
eppure ho la strana sensazione che, da quando sono cominciate quelle strane allucinazioni, un po’ l’universo abbia cominciato a comprenderlo.
un saluto
paola
quindi è per questo che il cane l’aveva morso, perché sapeva, perché in una sola settimana aveva messo a soppradro mezzo mondo? per la miseria i tuoi bozzetti sono straordinari.
“a parte ieri che rideva riflesso in una pozzanghera!…
ci fanno anche gli scherzi!
di là mi sa che c’è ancora più energia!!!
Ciao Emanuele.