Solo

Ogni tanto si è fortunati e si ricevono regali senza motivo – che sono i più graditi. Ieri quindi per il mio noncompleanno mia zia mi ha comprato un volume di versi di Bukoswki, che come narratore mi è sempre piaciuto poco, mentre adoro la sua poesia, diretta, asciutta: lo immagino a saltare come una scimmia sul letto di uno squallido motel per afferrare le note dei grandi compositori.  Ho aperto il libro a caso, come si fa quando si cerca un responso, un segno del destino ed è apparsa questa:

se gli altri scrittori
mi dessero una mano, una spintarella,
un poco di fuocoe di coraggio,
ma sono rammolliti,
non sanno dove sbattere,
leggerli
fa male alla testa
e all’animo
e quando mi sento particolarmente
giù
come stasera
non c’è nessuno a cui rivolgersi
per una fiammata o una risata
o magari un modesto
prestito,
non c’è niente da fare
tranne versare
un altro drink
frugare la stanza
in cerca di un niente –
una sedia, una scarpa, un pacchetto
di stuzzicadenti,
e capire che c’è
un solo scrittore
a cui bussare,
è lui che deve farlo
per me
ancora una volta,
porgermi il verso
secco e frizzante
che farà ridere
la donna inacidita,
ruggire
il leone nel sonno,
rifiorire
le armate dei morti,
che li farà rinascere,
vivi come
luce lampeggiante,
per consumare il mostro
del dolore,
per dilaniare l’orrore
con le dita,
per strangolare
le tenebre.

sicché
fallo
fallo

gli dei stanno già
spassandosela.

CHARLES BUKOWSKY

8 pensieri su “Solo

  1. Giancarlo Tramutoli

    Anch’io penso che Buk sia soprattutto un grande poeta. Leggendolo si capisce che si era liberato da ogni tipo di zavorra. E anche le lettere e il diario “Il capitano è fuori a pranzo” sono le cose sue che più amo.

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  2. Marco Saya

    Ottima cosa, Francesca, ricordare “Hank”, un autore sempre poco valutato, anche nella poesia. Io mi sono comperato in questi ultimi anni le pubblicazioni della Minimum Fax su Charles.

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  3. franz krauspenhaar

    Perfettamente d’accordo. Hank come narratore era bravo ma non eccelso. (Panino al prosciutto è un libro modesto, Post office è leggermente migliore). La sua poesia, invece, è linfa vitale.

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  4. Chiara Daino

    Una domanda rivolta e “non c’è nessuno a cui rivolgersi” – il regalo dell’ascolto dei libri (Fausta Leoni “interrogava” sempre i suoi volumi).
    Consiglio a tutti, nel caso replicasse di vedere Hank – Haber: Bukowski a ritmo di jazz, interpretato magistralmente. In tutta la sua poesia.

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  5. lucaariano

    Sì, assolutamente d’accordo. Come poeta ha dei lampi, dei guizzi che come scrittore, secondo me, gli mancano!Ottimo post
    Un caro saluto

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  6. Enrico Cerquiglini

    A me il Bukowski narratore, almeno di certi racconti di “Storie di ordinaria follia” piace e molto. Ritengo che avesse come principio un aspetto che a molti narratori odierni dovrebbe dar da pensare: bisogna essere chiari, avere idee forti, colpire allo stomaco, scioccare senza mai dare l’impressione di volerlo fare. Usare per farlo il linguaggio della realtà, gli im-segni direbbe Pasolini.
    Come poeta il vecchio Buk mi sembra grande quando non cede ad alcuna retorica e riesce a ferire e colpire con un linguaggio apparentemente disadorno ma in effetti misuratissimo e incisivo. Lacerti di vita: cruda, spietata, inesorabili come quelli che la vita propina.
    Bisognerebbe parlare più spesso di Bukowski, uscendo, se possibile, dalla mitologia del derelitto, dell’alcolizzato, del rifiuto umano. Buk, anche se a molti fa storcere il naso, era un grande narratore e un grande poeta, appartenente ad una delle linee parallele alla poesia beat. Forse se se ne parlasse di più in Italia, qualcuno potrebbe finalmente capire che la poesia non è solo una forma chiusa, una piroetta fonetica.
    Enrico

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  7. paola

    sui letti lo struggente Bukowski afferrava ben altro.
    ascoltava musica solo quando scriveva.
    splendida di lui: “The rivers”.
    un saluto a Francesca
    paola

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  8. Giovanni Nuscis

    “…vivi come
    luce lampeggiante,
    per consumare il mostro
    del dolore,
    per dilaniare l’orrore
    con le dita,
    per strangolare
    le tenebre.”

    Potente, sanguigna esortazione alla vita, in questi versi; efficace contrappeso alla rinuncia e al timore che spesso si compiacciono.

    Un caro saluto

    Giovanni

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