Si rinnova del caldo dell’estate
la nostalgia nei tempi senza nome
dolce fuggita, e poi sepolta in cuore
dalla polvere delle ere desolate.
Potrei amare il vano infrangimento
d’ogni costante attesa in cui rivela
la tua potenza il solitario incanto.
In cui miriamo l’immagine riflessa
del desiderio folle e senza fine
che sia vero il tuo occhio di serpente.

caro Fabio
se mi canti la nostalgia,
il desiderio, così
io fluttuo…..
Il mio io lirico è atemporale, lo so… e poco mio, in realtà
carla bariffi, non fluttui troppo tra le montagne, mica è un parapendìo, o no?