Delle nubi di latte che la luna
filtrano in cielo canta
il feroce usignolo che del cielo
ci fa tremare.
Ma sul ramo più basso che alla terra
sulla riva del fiume porge i fiori
si avvolge un dolcissimo serpente
e la sua pelle splende
più che la luna.
Momento che l’obliquo Dio trascorre
della brezza lieve
e si placa per poco il turbamento
del finire del tempo così breve.

di fronte ad un verde così brillante
ai tuoi versi seducenti
come la sua forma
creatura di serpente
ascolto
ammaestrare la brezza.
Grazie, Carla.
Corposa, seppure sinuosa, e aperta a vari rimandi metaforici.