di J.G.
A. lavora alla Clinica della Fertilità del Fairy Well Bros. di Chicago e ha un grande desiderio: diventare madre. Così, non avendo ancora incontrato l’uomo giusto, decide di ricorrere all’inseminazione artificiale. E proprio all’interno della clinica individua il donatore: l’affascinante dottor B. D. Il destino, però, le riserva delle sorprese.
Una sera, infatti, lei e B. si ritrovano per caso al ristorante ed è… attrazione fatale. Una dichiarazione, una notte di passione e, dopo nove mesi vanno ad abitare nello stesso palazzo dove M. e C. vivono e sono diventati amici. Ma oltre a questo, M. e C., che cos’hanno in comune? Entrambi sono molto attaccati al lavoro e ciò crea non pochi problemi nei loro rapporti sentimentali. Una sera, dopo essere stati piantati dai rispettivi partner, decidono di imbastire una relazione che preveda tanto sesso e nessun impegno. Col passar del tempo, però, M. scopre di desiderare di più. Così, lascia C. e si trasferisce in montagna… per dimenticare. Finché, una sera, ad Fort Knox giunge notizia che la Mother Hubbard, una importante ditta di abbigliamento giovanile, ha indetto un concorso di bellezza. Ovviamente tutti gli occhi sono puntati su N. K., giovane e bella cameriera che vive in un ranch della ridente cittadina. La ragazza, però, non sembra per nulla intenzionata a prendere parte a questo tipo di iniziative. Toccherà quindi a C. R., ex cow-boy e ora uomo immagine della compagnia, tentare di convincerla. Così, dopo vari incontri si scopre che… L. L. ha una voce straordinariamente sexy che affascina gli uomini. Grazie a questa sua dote riesce a convincere E. W. a partecipare all’annuale asta per raccogliere fondi per la ricerca scientifica della Fairy Well Bros. Quando arriva il giorno del loro primo incontro, L. è imbarazzata. Come sempre, infatti, teme di non poter competere con un uomo tanto bello, a causa del proprio aspetto fisico. Sarà sufficiente una gita in barca a farle ritrovare la sicurezza perduta?


Racconto sulle insicurezze della nostra società postmoderna? Sulle nevrosi che ci vengono imposte? Interessante, davvero!
Un caro saluto
è un mio limite, se non posso leggere un nome per esteso, non sento la personalità del soggetto.
non riesco a entrare nella storia.
Questo mi è successo quando mi sono messa a leggere alcuni ibri di Kafka (che non sono poi riuscita a terminare).
Un salutone a Franz.
Gentile Carla, la ringrazio dell’attenzione. Non mi paragoni però a F. K., la prego, non ne sarò mai degna.
Le sigle son state d’obbligo, pena intervento garante della privacy. Son storie documentabili e i protagonisti riconoscibili, scavando nell’io più io di noi donne. Mi creda, son seria.
Gentile Lucaariano, noi donne siamo sia insicure che postmoderne che nevroticamente imposte, ma non lo dica nessuno, è un segreto. La ringrazio per il suo “interessante”. Lei è persona gentile.
J.G.
e come potrei!
Le credo!
😉
parfait!
J.G. anche noi uomini siamo così! Ma io, a dire il vero, mi riferivo a tutta lo società umana, senza distinzione di sesso.
Grazie per la piacevole lettura del suo racconto.
Un caro saluto
Sei un grande, Franz… riesci sempre ad andare a bersaglio con questa tua scherma tra il mittel e il meridional. Un buon cocktail.
Gian, troppo buono, davvero. Ma il merito è tutto di J.C. (sigla che nasconde una camaleontica signora della penna).
Grazie mille, sai quanto ti stimo ed apprezzo.
mi ricorda quelle quarte di copertina che la dicono lunga sull’instabile istantaneità dell’effimero.
un saluto alla franziana.
Carissimo Fabry2007, il suo appunto la dice lunga su quanto lei abbia visto lungo.
Carissimo Manzoni, e di riflesso carissimo FK, più che mittel e meridional oserei pensare a casa di ringhiera geraniata, con graziella appoggiata con grazia al portoncino del custode del caseggiato, con naviglio che sciacquetta un pallido riflesso di addìo ai monti, come il suo patronimico mi fa rimembrare. Ringrazio entrambi.
Carissimo Lucaariano, non pongo in discussione che anche l’omo abbia sentimenti, oltre che aver da puzzà. E non pongo che l’omo e l’altra metà del cielo non possano fondersi senza distinzione. Ma, mi creda, ci sono campi in cui questa fusione son sconsigliati se non osteggiati. Tra cui, mi sovvengono, la tavoletta del water closet, le pinzette per depilarsi le sopracciglia e libri da leggere con cibi proibiti dall’estetica propugnata dai media.