Umberto Bellintani 1914-1998

Più d’una rete luceva sulle acque,
stillando al sole; di poi si sommergeva.
Ed era un giubilo d’allodole quando
al pescatore sotto riva lento emerse
il giovinetto da quel fondo, il corpo cereo.
Allora il pianto della madre ruppe in gridi,
e quello muto d’altre donne dilagò
ed era greve. Ma nel cielo
ancora il sole risplendeva e la Riparia
era pur sempre gorgheggiata dalle rondini.

Paria

Poveri affaticati nelle membra,
servi delle gleba, paria,
per noi la morte è riposo.
Tu luna invano risplendi in mezzo al cielo;
e non ci cavi dagli occhi che sudore
antica stella che illumini nei boschi
a maggio il canto malinconico dei cùculi.
Non siam che miseri lombrichi nella mota,
siamo concime, la ruota, la carrucola
e non v’è pena che noi non si conosca.

Dalle “Lettere dei condannati a morte”

Le sento al passo. Lo so, verrò sospinto
come una bestia sul camion della morte,
e fileremo in silenzio ad una bassa
terra di supplizio. Contro un muro
di terrore mi porranno, e dei moschetti
m’entreranno per gli occhi nel cervello,
nelle molli budella, dentro il cuore
per cacciarvi un frantumo di mattino
che vi stava impigliato. E piegherò
sui ginocchi ancora prima che mi giunga
dei moschetti spianati quella scarica.

Immaginiamola, amici, una pianura tutta verde
e tutta piena di bianchi scheletri.
E ditemi voi se non è bella una pianura tutta verde
di primavera ben coperta di quegli scheletri
distesi al sole e tanti fiori sparsi intorno.
Immaginiamola, amici, una pianura tutta sola
come s’intende cosparsa di margherite.
E ditemi voi se non è bella una pianura verde
tutta gremita di margherite e bianchi scheletri.
Immaginiamola, amici, la morte bianca distesa al sole
con tanti scheletri in quella piana di fresco verde.

(Da Nella grande pianura, Mondadori, 1998)

A Berto

Case vuote abbandonate
occhi allucinati di finestre
amate case di campagna
lombarde voci della vita
case morte della mia pianura
vite spente della gioia
aie al sole della luce
mia tristezza che non taci mai.

Ancora: forse Dio non esiste,
esiste soltanto esiste
il sempre che vive in noi
eternamente.

Morirete senza tremare
di sgomento
perché nessun figlio resterà
solo.


(Da Canto autunnale, Perosini Editore, 1998)

Umberto Bellintani, poeta italiano, nasce a San Benedetto Po (Mantova) nel 1914 e muore nel 1998. Studia alla scuola d’arte di Monza per diventare scultore, ma è richiamato alle armi nel ’40 e viene fatto prigioniero in Germania dal ’43 al ’45. Rientrato in Italia, abbandona l’arte, lavora come segretario in una scuola e si dedica alla poesia. Pubblica la prima plaquette, Forse un viso tra mille nel ’53, seguita da Paria due anni dopo; nel ’63 appare la sua raccolta riassuntiva E tu che m’ascolti. Nonostante gli autorevoli consensi (tra gli altri di Parronchi, Montale, Chiara, Luzi, Fortini, Bàrberi Squarotti, Forti, Caproni), decide di non pubblicare più, tenendo fede all’impegno preso con se stesso fino agli ultimi anni della sua vita. Nel 1998, infatti, esce Nella grande pianura, che è la sua opera più importante, comprendente la raccolta del ’63 e un’ampia scelta di inediti dei trentacinque anni successivi. La poesia di Bellintani non è collocabile in linee di tendenza o scuole del Secondo Novecento, estranea com’è, infatti, tanto all’ermetismo quanto agli sviluppi della scuola lombarda, per non dire dell’avanguardia. I versi di Bellintani sono un esempio di grande energia e di apertura visionaria. L’ambiente – per quanto a volte trasfigurato – è quello per lui più naturale: il Po con il suo paesaggio e con le figure e i tipi che vi si aggirano.
Il senso dell’esistere che traspare nelle sue poesie è quello di una particolare religiosità, sempre ai limiti del blasfemo, grazie alla quale Bellintani è capace di osservare la miseria sordida e la grandezza, la crudeltà e la carica di affetti di una vita umile eppure formidabilmente accesa, a volte, dall’apparire di presenze esotiche e gigantesche. Il tutto in una pronuncia molto personale, sempre a mezza via tra il naïf e la forbitezza d’accenti, in perfetta corrispondenza con la tensione e lo stile morale dell’autore, nobilissimo e primitivo al tempo stesso, tendente alla coloritura mitizzante eppure fortemente immerso nel reale quotidiano.

(http://www.lastampa.it/_web/_RUBRICHE/poesia/dizionario/b/bellintani.asp)

29 pensieri su “Umberto Bellintani 1914-1998

  1. Berto Piandelli

    Luca,
    le poesie di Bellintani sono bellissime, questo lo sapevo, ma è bene ricordarsene.
    Quello che non sapevo è che ce ne fosse una intitolata “A Berto”.
    INCREDIBILE ! Non è uno scherzo, vero ? Spero di no.
    Comunque la cosa mi ha strappato un sorriso largo diversi palmi: grazie, amico di penna adottato dalla bella Parma.

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  2. lucaariano

    Caro Berto,
    mi fa piacere Bellintani ti sia piaciuto. Come ho avuto più modo di scrivere hai gusti affini ai miei!Sì, non è uno scherzo. Putroppo Bellitani l’ho sfiorato per un soffio. Quando sono venuto a Parma nel 1998 conobbi la nipote che era in corso con me all’Università; stavo organizzando per incontrarlo ma morì di lì a poco. Sarebbe stato bello conoscerlo. Se passi da Parma vieni a trovarmi. Sai che è una città piena di poeti e di poesia.
    Un caro saluto

    Rispondi
  3. mariapia

    Che belle sorprese che fai tu, Luca, (poi un giorno mi spieghi se il tuo cognome è opera di mimetismo..da marrani esuli, o è casuale)Le poesia di bellintani, molto vicino a noi per terra, e e per visione, credo,se non della vita, della poesai.
    Luccica,infatti splende.Queste case mezze vive e mezze morte, penso a quando ho scritto “Le città sono la periferia del mondo” che poi conclude con un “alla periferia…”(in Album), mentre passavo, linea sempre più denza di metafore, il Po; e che certi destini, certi colori e timbri della voce, tra il primitivo e il nobile, ha ragione chi fa la nota, nascono e eproliferano, bene, di lì.
    Maria Pia Quintavalla

    Rispondi
  4. lucaariano

    Maria Pia sono contento che apprezzi Bellintani. Sì, è un poeta che anche io sento molto affine, sarà che è “padano” come noi, non nel senso politico ovviamente. Sì, ho ben presente “Album”. Settimana prossima, tra l’altro, passerò in Guanda e prenderò un po’ di vecchie raccolte tue. Il mio cognome è reale, cioè, non è uno pseudonimo. E’ un cognome campano, nome di un paese: Ariano irpino. Mi sono sempre chiesto se avessi lontani origini ebraiche ma non ho fatto più di tanto ricerche. Che io sappia comunque fino al mio bisnonno erano cattolici battezzati, prima non saprei…Come vedi, ci sarebbe da scrivere una saga famigliare.. 🙂
    Un caro saluto e a presto

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  5. Berto Piandelli

    Caro Luca,

    se potrò non mancherò, stai certo.
    Che Parma sia una città generatrice di poeti, è vero. Che talvolta non li apprezzi, è secondo me altrettanto vero. Ne ho accennato altrove, tu hai capito (lo leggo fra le righe), qualcun altro no, o fa finta.
    Ma preferirei discuterne “in privato” ([email protected])

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  6. lucaariano

    Sì Berto. Ti leggo anche in altri blog. Io sono un grande amante dell'”Officina parmigiana”: Gian Carlo Conti, Artoni, ecc. e tanti altri più o meno legati al periodo. Ettore Silvi secondo me è molto interessante.
    Ci sentiamo via email. A presto
    Un caro saluto

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  7. lucaariano

    E’ vero Antonella, hai centrato!Anche a me mette i brividi. Bellintani fu grande amico di Parronchi (mi pare tra l’altro sia in uscita un loro carteggio, se non è già uscito in queste settimane!) e quest’ultimo si adoperò molto perchè l’amico poeta venisse ricosciuto nel “canone”, da una certa critica. Bellintani fu molto isolato e lontano (come Parronchi del resto) da certe leogiche di potere e questo non lo aiutò molto. So che fu anche scultore ma non ho mai visto le sue sculture. Ci fu due anni fa al MUVI di Viadana una splendida mostra con suoi manoscritti, ecc.. Grazie per essere passata!
    Un caro saluto

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  8. elena f.

    Ancora: forse Dio non esiste,
    esiste soltanto esiste
    il sempre che vive in noi
    eternamente.

    paradossale il mistero dell’eterno che vive in noi semplici foglie caduche:
    pensare che una mente finita, che vive dei suoi limiti,che grazie ai limiti conosce e de-finisce il mondo, possa avere in sè il senso dell’eterno.

    saluto tutti

    elena f

    Rispondi
  9. lucaariano

    Grazie Elena per essere intervenuta! Ci sono delle poesie di Bellintani in cui lui “bestemmia” Dio, in questo l’ho sentito molto vicino ad una certa poesia di Testori e di Betocchi, anche se quest’ultimo è meno “violento”. Si dice che sia un modo di invocare Dio. Non saprei. Sono ateo e non bestemmiatore.
    Un caro saluto

    Rispondi
  10. lucaariano

    Sì, Antonella, c’è anche un aneddoto (che non ho verificato ma penso vero) che alla pubblicazione di una sua raccolta (mi pare la prima ma non sono sicuro) corse dal librario (a San Benedetto) a ritirare tutte le copie perchè aveva cambiato idea… 🙂
    Un caro saluto

    Rispondi
  11. carla

    a me piacciono molto gli ultimi quattro versi di: A Berto

    “Morirete senza tremare
    di sgomento
    perché nessun figlio resterà
    solo.”

    Grazie Luca, per questi “ritrovamenti poetici”che tanto danno…

    ciao
    carla
    🙂

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  12. Gian Ruggero Manzoni

    Un altro grande, dimenticato.

    Spero, dopo la mia morte, che Ariano posti qui un qualcosa di mio, tanto per tenermi in vita almeno quei 5 minuti in più, visto che già so che il mio essere, in carne, in spirito e in arte, svanirà come nebbia al sole… quale poeta di provincia, quale dimenticato anche da me stesso, come amo definirmi.

    Rispondi
  13. lucaariano

    Grazie Gian Ruggero! Beh, sinceramente mi auguro di postarti da vivo, prima o poi, da qualche parte, in qualche modo. Se per caso, ma qui è d’obblico fare gli scongiuri e toccare ferro, dovessi andartene tu prima di me, non mancherò di ricordarti…
    Un caro saluto

    Rispondi
  14. carla

    Gian….su con la vita è?
    e poi io, noi… aspettiamo sempre, tue poesie.

    Scoprici la tua anima!
    🙂

    Buona serata
    carla

    Rispondi
  15. mariapia

    Questi sono i vostri, piacevolissimi, bisbigli azzurri, prima della notte..è come ascoltare chiacchierare vecchi amici, perché sì, infine la poesia fa questo miracolo, e per la proprietà transitiva, ma non solo..
    Gian Ruggero, se vuoi apprezzare meglio i tuoi luoghi e la tua vita, fai una capatina a Milano, così, tornando, prendi l’aereo. .
    Di Luca, dovevo sospettare che la simpatia mi avrebbe denotato un qualche tuo sud gentile..in me presente, ma nascosto.
    Buona notte agli amanti di Bellintani, grande poeta, e buon 21 marzo, giornata inventata per la poesia,.. che occorre amarla e leggersela, anche senza le promozioni (finte) e furbe.. ma quegli scheletri bianchi che danzano nel prato, se la ridono, intanto.
    MPia Quintavalla

    Rispondi
  16. Pasquale Giannino

    Non conoscevo questo poeta, in cui ho ravvisato un canto a me caro, comunicativo, avulso dagli schemi, all’apparenza semplice ma ricco di sfumature… un canto impregnato di messaggi profondi:

    “Ancora: forse Dio non esiste,
    esiste soltanto esiste
    il sempre che vive in noi
    eternamente.”

    Grazie.
    Pasquale

    P.S. 1 Gian Ruggero! Allora, ce lo fai leggere qualche tuo scritto di quelli tosti, sì o no?
    P.S. 2 Auguri ad Alda Merini che oggi compie gli anni.

    Rispondi
  17. carla

    Auguronissimi anche da parte mia.

    nonostante il gelo ritornato
    il cuore sa difendersi
    e ci sostiene
    questa poesia che unisce.
    Bacioni
    carla

    Rispondi
  18. mariapia

    Mi associo al coro augurale, ai poeti Merini,Marotta, alla primavera.
    I versi di B. più li leggi, più trovi le invenzioni linguistico poetiche strabilianti, la pronuncia, in specie.E’ vero?
    A Berto: leggi la tua casella postale ti chiedo una mano da jumpista, che non so risolvere, è vero!Grazie.
    i poeti non sono molto abili in teconologie, anche se le apprezzano. Maria pia Quintavalla

    Rispondi
  19. lucaariano

    Grazie a Pasquale, Maria Pia, Carla, Antonella e Berto!Auguri a Francesco, ad Alda Merini e alla Poesia che, anche io, celebrerò oggi in qualche maniera!Sì, nelle mie vene scorre sangue campano Maria Pia. Sì, trovo Bellintani straordinario. Le sue opere si trovano ancora in commercio. Ve le consiglio!
    Un caro saluto

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  20. alessandro ghignoli

    davvero bravo. lo conoscevo (e continuo a conoscerlo) pochissimo. spero di recuperare. grazie Luca

    Rispondi
  21. mariapia

    Grazie!Lo sapevo che Luca non era del tutto nordizzato.
    Intanto la mia mail è bloccata d a stamattina, nonostante il cambio del nuovo portatile…ecco quando odio le tecno, e quando la poesia scorre.. soccorre.
    Speriamo che Berto abbia letto..ho anche un ‘altra amica jumpista, che mi scrisse, Paola, se ci sei batti un colpo..
    E’incredibile. Ora disconnetto ed riauguro bellissima poesia!!MPia (fa rima)

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  22. Luigi Di Ruscio

    Io e Bellintani siamo stati molto amici, personalmente non ci siamo conosciuti, ma per molto tempo siamo stati in corrispondenza e tutte le lettere di Bellintani le ho lasciate a Giancarlo Majorino.

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