*
con un silenzio alla fronte
passi dal rantolo alla pergamena
di un petto di pace la felicità felice.
con un pastrano per me che ho corpo
voglio il fronte di un patibolo
sottocosto sottoscopo scampolo
scarto di fiato la stazza di frana.
*
[da Pecca di espianto, 2007-]

i primi tre versi sono grandiosi
con un silenzio alla fronte,
sacrale…
degli altri mi sfugge il senso…
ciao Marina cara.
dal rantolo alla pergamena?
è la storia della mia vita.
hai visto che “dovresti” amarmi? la poesia è la tua vergine-puttana, ma non ti promette né ti fa credere: ti sopravvive, ci sopravvive adesso e dopo.
ciao, v. da m.
Un saluto a Marina, che conosco da un pò, anche se solo per vie eteree…anche un frammento come questo rende l’idea di quel che è capace…
@4.
ciao, giacomo
m
concordo con Giacomo, che saluto.
Sempre più addentro… sempre più magmaticamente intensa…
dove andremo a finire?