Marina Pizzi, da “Pecca di espianto”, 2007-

*
gospel l’appello di averti accanto
passero eroso di metropoli,
polline di alluvione
viso disvelto lucciola svelta
da far morte a ferragosto
a torto di breviario di viaggio
il giogo di stracciare.
*
dolo d’àfide questa fu la rosa
*
se ti scartocci non troverai
àtrofe l’anima sorpresa:
basto di cenere, sospesa…
*

[da Pecca di espianto, 2007-]

21 pensieri su “Marina Pizzi, da “Pecca di espianto”, 2007-

  1. fabry2007

    in viaggio tra le parole. fuori e dentro il finestrino: ritmo di figure in movimento, rimandi ed echi, ad libitum.

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  2. Francesca Matteoni

    le rose aperte, “scartocciate” mostrano i “ragni” sgambettanti.

    Non so, magari a sproposito, leggendo mi è venuta questa immagine che mi spaventava quando ero molto piccola e guardavo dentro le rose del giardino.

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  3. paola

    marina, mi permetto ma che ci sia paura e morsi leggendoti – e che il lettore, Francesca qui, te lo confessi, cosa rara – io lo trovo straordinario.
    ed è – peccato – . – il peccato – .
    no davvero il peccato che hai messo dopo il punto per come l’ho letto io.
    ed è poesia.
    poesia.
    un caro saluto
    paola

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  4. paola

    @Valter
    dunque la sua è una paura atrofa?
    eppure anche guardando dentro un fiore
    si può comprendere da dove stiamo annegando fin da bambini
    p.

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  5. paola

    @carla
    ovvio che ci sarai anche tu quando cominceremo sincronicamente a mangiarci gli alluci
    rivoltati, ognuno i suoi, sia ben chiaro
    ma non senza prima averci già spazzolato e digerito dalla testa in giù.
    paola

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  6. vbinaghi

    Continuo a non sapere che significa “atrofa” (il dizionario Treccani, dite? è lontanissimo adesso, almeno dieci passi)
    Ma la mia paura ha un nome preciso: accidia.

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  7. paola

    l’accidia disorienta anche le rose con quello che dentro ci somiglia ma in fondo piace quel miscuglio maledetto di volersi far prendere e lasciare
    (tutto questo in quei dieci passi tenuti ben stretti tra il sapere e il non sapere)
    p.

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  8. fabry2007

    atrofos vuol dire che non ha nutrimento. Mancuso dice che l’anima va coltivata: è un lavoro. per questo l’accidia è un peccato capitale, altrimenti sarebbe un semplice capoluogo di provincia. le capitali lottano contro l’anima, cercano il potere. sed tu Valter, destinatus, obdura.
    fabrizio

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  9. carla

    alzi la mano chi non soffre di ALMENO 1 dei 7 peccati capitali!

    ora vado a cucinare
    quietiamo le anime e buona serata!

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  10. fabry2007

    domani, Carla, il vangelo dice: “chi è senza peccato scagli per primo la pietra”. poi, vabbe’, c’è la barzelletta della Madonna.

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