Urtimo desiderio da Pariggi, di Luciano Freddi

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Come antipasto, cari carcerieri
vorrei magnà un patè de quelli seri
e per er primo, invece che li boni e bei spaghetti
co l’ajo l’ojo e er cacio pecorino
e er pepe offeso se poi nun lo metti
ce vorrei quella zuppa de la Francia
la bullabassa, che nun fa de fino
come pajarde ed anatre all’arancia
però cor vino e cò la dama giusta
(che te vò bene ed il tuo bene gusta)
te spigne a fine pasto a fà l’inchino
ar coco all’oste e perché no ar facchino.

Sì, pizzardone carissimo e facondo,
lo so che in questa brutta situazione
nun ce sò dame, e l’urtima stazione
(er capolinea mio de la priggione)
è er posto meno adatto in tutto er monno
pè l’esperienza de la libagione.
Ma so fatto così, cò la disperazione
me se spalanca un buco d’appetito
e scottato dar monno e dar destino
pago l’urtimo scotto a scottadito.

Intanto che cor primo ho fatto er pieno
ce vorrei pe’ secondo niente meno
che quarcosa de tipo raffinato
come er maiale arosto cò le prugne;
cor dorce che spandendo delicato
ne la carne salata in mantecato
de gusto dorceamaro ve s’impregna;
un po’ come la vita der gaudente
che gode de lo zucchero serale
ma che ar risveglio, ar postumo fetente
che fuma da ‘na testa d’orinale
l’amaro de chi eccede in grugno sente.
E poi per dorce, se nun ve dispiace
vorrei da lor signori quella torta
che le Tatin Sorelle senza pace
fecero entrare da la giusta porta:
quella de Chez Maxime che de Pariggi
è er posto che più mejo nun lo provi
valalla de’ magnoni li più ligi
che mai de bocca asciutta tu li trovi.

Caro mio pizzardone erremosciato
se qua te chiedo er desco raffinato
nun è pè fa la solita manfrina;
ma gli è che al suol de Francia sò impiantato
e er collo è pronto a questa ghigliottina:
a fa li conti a l’oste sò espertato
e lo sa Dio se nun vorrei trovare
ar tavolo de la mia Roma bella
‘na bella e gran porzione de castrato
e i bei piattoni d’una Sora Lella.
Ma qua sò estero e qua me sò finito
m’hanno imbrogliato e rifinito e fatto
hanno creduto fossi l’assassino
e dopo er gran processo so incastrato.
Quindi nun me restava che de chiede
l’urtimo desiderio de imbandire
mica li piatti cui sò abituato
che qua nun sanno manco che vor dire;
cor collo pronto p’essere tajato
me tocca anche in francese diggerire.

11 pensieri su “Urtimo desiderio da Pariggi, di Luciano Freddi

  1. Marina Pizzi

    lo strazio di Luciano Freddi (mi) può la cialda agrodolce. davvero versi di qualità da prelibare prima del cesto della bara con o senza testa.

    grazie di petto a Luciano e a Franz

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  2. Francesca Matteoni

    Diderot: non vorrei darti un dolore, ma dato il testo esistenzial-liminale postato dal K, direi che è tristemente evidente la fine che ha fatto il Freddi.

    Aveva ancora una costoletta in gola.

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  3. fk

    Diderot, Luciano Freddi (Freud quando aveva un blog) è vivo e vegeto. Non capisco perchè Francesca salti subito così facilmente alle conclusioni. Tra l’altro, è in preparazione un e-book presso le Edizioni Cingolani Webpoetry di Roma (immagino che Fabry li conosca)dal titolo “Mò sò cavoli amari”, una raccolta di 35 poesie scelte scritte dal 1965 a oggi. Sarà mia premura segnalare l’uscita della prima raccolta di un poeta non più giovanissimo (è nato nel 1932)ma che più di tanti altri rappresente l’anima popolare della nostra tanto amata capitale. E come direbbe Elena F. saluto tutti (a parte la monellaccia Franziska, ecco).

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  4. luciano freddi

    ringrazio tanto tanto il dottore K, la dotteressa Mateoni e il reverendo Centofanti de la parocchia di Acilia, in più tutti i poeti di questo blog di poesia e spirito. Tantissime care cose, Luciano

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  5. franzk

    Sì, è proprio lui, il nostro Lucianone. Tornato in rete dopo le note disavventure dovute alla sua precaria salute. Ma ora è di nuovo in forma.

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  6. Francesca Matteoni

    Sì, ma non è una bella vista… Ha punti di sutura sulla giugulare, un’orrida protuberanza dove c’era la costoletta di maiale (OT rapidissimo: secondo un mio compagno di liceo anche la Venere di Milo aveva le “protuberanze”).

    Inoltre in quel momento il pronto soccorso era sfornito, lo hanno ricucito con una spillatrice.

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