L’Incontro

di Emanuele Kraushaar

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E’ vero sono un viandante
e un pendolo di incertezze
sbatte sulla mia testa:
è l’intermittenza di vederti
tra queste trincee consumate
a volgermi contrario all’Incontro.
E’ l’età imperfetta a portarmi
sulla riva come una conchiglia
di poco valore, a sentire le ore
come vecchie streghe
volteggianti nell’aria.
E’ vero sono un perdente,
ma chi vivente morente
sconfigge questa legge
di sconfitti senza l’Incontro.
Ho bisogno di accarezzare
il mio cane e di sentire
la simpatia della vita
per non sentirmi morto.
Non scrivere di sciocchezze
o simili.

9 pensieri su “L’Incontro

  1. carla

    hey!
    ma io ti sento sempre quando stai per arrivare, lo sai?
    e questa volta con una poesia
    dolcissima…
    non dirmi che il cucciolo è il tuo…

    La tua poesia è di una delicatezza estrema.
    ciao Emanuele.

    Rispondi
  2. emanuelekraushaar

    La poesia ha qualche anno, ma mi è ritornata addosso,
    Lillo è lo stesso da sempre, ma con qualche anno in più.

    Un caro saluto a tutti

    Rispondi
  3. Marina Pizzi

    7. emanuelekraushaar:

    bene, il cerchio è chiuso.

    “Ho bisogno di accarezzare
    il mio cane e di sentire
    la simpatia della vita
    per non sentirmi morto.”

    Grazie, Marina

    Rispondi
  4. R.

    “la simpatia della vita
    per non sentirmi morto” è lo stesso contrasto del “vivente morente”.
    Versi come “l’intermittenza di vederti tra queste trincee consumate a volgermi contrario all’incontro” producono un susseguirsi di suoni perfetti

    Rispondi

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