Non chiedetemi se credo.
Per l’amore che porto alla parola
e al mistero non rispondo.
Domandatemi se immagino
Cristo in croce e cosa provo,
se comprendo il dolore della madre
e dei suoi cari mentre muore
e geme invocando il padre.
Ci fossi stato anch’io il giorno
in cui è risorto per abbracciarlo:
magari da lontano, indegno;
e tra coloro a cui riapparve
presso il mare di Tiberiade
all’alba, leggero sulle acque.
Chiedetemi se lo penso vivo
ancora, in nuovi volti e in nuovi gesti
(in)sofferente o imprevedibile
sgattaiolato fuori dai vangeli
e dalle chiese, tra la gente.
gn (inedito)

Giovanni, davvero Grazie per questi:
“(in)sofferente o imprevedibile
sgattaiolato fuori dai vangeli
e dalle chiese, tra la gente.”
Marina
Grazie degli auguri, ricambio a te e a tutti gli altri lettori,
Davide
“Non chiedetemi se credo.
Per l’amore che porto alla parola
e al mistero non rispondo.”
Grazie Giovanni
Buona Pasqua!
Cara Marina, ringrazio io te per l’ascolto (sempre) attento; ringrazio anche Davide e Carla, e a tutti un mio saluto.
Giovanni
“Chiedetemi se lo penso vivo”.
ma pensa che oggi ho parlato proprio di questo. quando si dice una sintonia.
ciao, Gianni. perfino la la madre delle veglie se n’è andata. restano i veglianti.
Nella Praga atea e inquieta, dove i borseggiatori fanno man bassa tra ignari fedeli, nella chiesa di San Giacomo ho ascoltato una messa di Pasqua straordinaria,con cantori, organo e orchestra e musiche di Mozart. In latino, con le letture e l’omelia in ceco. E’ un miracolo che tutto questo ancora si ripeta.
Antonio
Cari Fabrizio e Antonio, grazie.
Giovanni
Bello e vivo questo credo, che leggo solo adesso.
Leggo solo ora questa poesia, ma è così bella che la terrò con me per altre Pasque, se mi sarà dato di viverne.
Grazie e un saluto,
Roberto
Giorgio e Roberto, ringrazio anche voi di cuore.
Giovanni