Quando vieni
lo fai al mattino
con l’oro in bocca
come gli amanti
nella penombra di un imbrunire
Quando vieni
fallo per me
una forma paradossale d’amore
quel compenso
che si va cercando
Pavoneggi nel varcar la soglia
quando vieni
porti ai piedi
Zoccoli d’altri tempi
mentre il passo
che sale le scale
forma l’eco dell’ attesa
E’uno specchio
un vetro smerigliato
che rende prezioso
il ritorno
Quando vieni
lo fai in un giorno di sole
mentre la pioggia
bagna la faccia
inzuppata da umori
I tuoi zoccoli
uno scalpitio di simbiosi
mentre a rilento
conto le ore
Le lancette che ti chiesi
di non spostare
l’ orologio
appeso ad una cucina
segna il tempo
incessante che svolazza
come la zanzara
che ieri custodiva
la mia pelle
Quando vieni
non scordare nulla
nel dimenticare tutto
Sono un umore distillato
scendo in gola
come una grappa morbida
sciolgo ogni titubanza
Vieni mentre io decido di restare
con te
per te
a contare le ore nell’ adagio del silenzio
in quel moto perpetuo
che m’appartiene
Tua
quando vieni
che di rado si sa
quando te ne vai
che si conosce sempre.
CANZONE
II
Il profumo della torta
riempie le impronte
dei passi scalzi
che la stagione concede
preparo
apparecchio la cerimonia
al tuo cospetto
perché
presto verrai
e quando vieni lo fai di giorno
nell’allungarsi delle ore
nel nostro passato remoto
la notte
ha reso il sogno
eternità creata
unione dalla quale nulla scinde
vieni
non essendoci alternativa
venire
solo
senza ombra o pensiero
aprire la porta
alla venuta
come gambe spalancate
dove la carne pulsa e arde.

Bella, proprio in forma di canzone sensuale. Complimenti a Paola.
Dici FK?
l’ho scritta come buongiorno da spedire ad un paio d’amici.
Fabrizio ha contraccambiato il suo saluto così.
Nel testo io ci vedo quello, ecco, cara, ma sono io che sono concentrato sempre su “quello”, non farci caso.
ma sono io che sono concentrato sempre su “quello”,
Ed io,caro, di rimando scrivo solo che di “quello”
Concordo una volta dippiù col Vècio. Questi versi sparsi emanano sessualità appena frenata dal diniego di un ritmo riconoscibile e, per converso, svelata in modo patente dall’uso di certe iterazioni (pronomi, aggettivi possessivi)
Ottimo e… abbondante, cara. Allora avevo capito tutto… Certe volte mi sorprendo di quanto sono intuitivo al lunedì mattina. Attendo nuove puntate, nuove canzoni, nuovi sorrisi… e sempre “quello”, of course:-)
Avrai il nuovo
credo molto presto
il lunedì mattina è giorno ottimo per sentire ed Essere.
Oh, grazie Paola, rimango in attesa; ma io sento ed esisto pure gli altri giorni, neh? 🙂
Grande Meister, ottimo intervento critico; ti voglio così, sempre “sul pezzo”, come si dice, critico dal pronto riflesso, sempre inarcato a una valutazione pronta disposta e in grado, ecco.
Bella Paola, mi è piaciuto quei “zoccoli d’altri tempi” ripreso, poi, nei “I tuoi zoccoli
uno scalpitio di simbiosi”, quasi due universi a confronto…
Buona giornata
Marco
Marco il buongiorno era arrivato anche a te.
Universi, confronto, come ben vedi di rado son “ferma”
Nel frattempo, CANZONE II e III, son pronte.
Frantisek, stante che son qui ancora stamani (e da domani, enfin, torno nella già Capitale Morale, ora Capitale di Deng Xiao Pin’ o chi l’èra quèl là: e sèmper sù la carèta, su el camèl etc., vero), si commenta quel che vale un commentino fugace, in pausa caffè.
Paola Castagna poeta, che solo el Franz à da légge i tuoi lavori? No, così per saper, neh.
Eh infatti Maestro, io che ho detto? Oh, sei qui all’ombra del Deng Xiao Domm? Potresti chiamarmi quarchevvorta per un birrino, però, eh? Sempre per redazioni, sempre per sciantose signore della cultura! Eddai, stappa un Crodino anche per el Frantisekkino tuo!
no, non solo FK, sarà pubblica la successiva puntata, avrai anche tu l’onore.
grazie Paola,
credevo di non leggere mai queste poesie su questo sito e di dover rileggere sempre J. Donne o d’Annunzio o Rilke …
proprio ieri sera avevo tirato fuori dalla mia biblioteca una raccolta di poesie d’amore del ‘900. Lassù qualcuno mi ascolta. E non poteva che venire da una donna!
grazie ancora, è molto bella, spero di leggerne altre.
Non è solo perchè poesia d’amore. ma di sensualità.e nessuno riesce ad esprimerla meglio di una donna chi la respira.
Grazie a voi
è uscita così stamane, come escono sempre le mie parole.
Una donna che respira sensualità, che trasmette sensualità, che è fatta, materia plasmata e formata da sensualità, in una poetica che lungi da me essere tale, ma che E’.
Mi auguro di mandarvi presto il seguito già scritto in attesa della venuta.
l’oro bruno, semmai è il paradosso
come il primo paradosso del doppio divino
che compensa se stesso
ma qui inarcato sta il compenso casalingo
l’uomo che varca inarca prende spreme si spende sulla donna e spende tutta la mora – nel senso di giorni in avanzo che avanzerebbero se lontani- per placarla.
il varcare la soglia è un’immagine di chi sbarca dalla terra sudato tagliato dalla notte le braccia assassinate dalla stanchezza e pronte per essere assassine
il salire le scale come salire la pelle
nell’estasi che sta tra il mattino e ieri tra chi desidera e chi sa di essere desiderato e smerigliato fa come un’amplesso a ralenti posticipato – anche retorico a tratti – nel suo abbandono
ma certo si, abbandonato. la mollezza dei seni della calza intravista sull’anta aperta dell’armadio – un respiro più forte non coperto da lenzuola.
l’isolamento della mollezza – lo scaturimento dell’umore piantonato da giorni d’attesa – ecco poi
ehm lo svolazzare mi par quello d’un papillon al collo d’una magrezza esagerata ma qui non mi torma mica troppo non così gentile mentre è bella la zanzara custode tanto alato tanto ematofago – forse lo sono – ematofaghi – anche gli angeli nell’ultima parte meno pudica di loro – tutto mi sembrerebbe conveniente tantopiù trattasi di poetica licenza.
ma ritorniamo.
la grappa ahimè ahime mi par più portata da un sanbernardo che da un dolcissimo eccitamento ma la chiusa salva tutti i luoghi comuni e senza nemmeno con troppi rimpiazzi strascicati direi piuttosto un tantino frettolosi.
il centro mi piace di più ma il gusto opinabile ovviamente è solo mio.
un saluto, Paola
paola
ps: non rileggo. me ne scuso.
Grazie Paola
mi piace molto la tua interpretazione.
Ciò che sento lo so, ciò che scrivo solo dopo averlo provato.
un saluto a te.
La venuta
di un momento
nel fermare il mondo e scendere
Scendo
fermo e scendo
mentre muoio
per risorgere
nella Venuta.
Alla faccia
di chi vorrebbe
il cadavere ancora caldo
tra le lenzuola inamidate
poesia religiosa dunque. pensavo ad altro. a.
poesia, a seconda di come uno l’indossa.
Eccellente, molto en poète, la lettura di Carapolvere. Condividesi riga per riga, spazio per spazio.
Vieni vieni qui, vieni vieni qui, stiamo vicinissimiiii!!! (Joe Sentieri). Urca, la cantava mia madre a mio padre!
🙂
Roba nuova, insomma, eh Anto?
Dottor GC, lieta di trovarVi consono, condiviso ecc. riga per riga – spazio per spazio
grazie
paola
M.me CP, avevate dubbi in proposito? E d’altronde, che si dividano gusti poetici non è cosa nuova, n’est-ce-pas? La bonne soirée, vous, bien que me faltàn cosas tuas
Molto intense, dolci, sensuali ma vigorose queste canzoni!Complimenti.
Un caro saluto
Grazie Luca sempre presente, hai visto come la Canzone II si è infiltrata in silenzio?
Mi lascia perplessa il fatto che sia stato proprio un prete a postare le tue righe, Paola.
infatti anch’io sono perplesso.
fabrizio
(il prete)
Ohmmamma! Ci si perplime per così poco? E che è, un prete deve solo pubblicare messali e immaginette sacre? No, eh, fatecelo sapere, dateci le istruzioni, magari con tanto di bolla papale; se in una poesia, in un’opera letteraria, si parla d’amore (e l’amore ha una forma sola)che per carità (cristiana) si lascino stare i preti. E scherziam scherziamo sempre coi fanti della malora, basta che i santi li si lascino al puro spirito, che mi si deve ancora spiegare che diavolo (!) è.
Non mi perplimo nemmeno io caro FK!
(fossi tu a postare le mie parole sarebbe ovvio?)
Non mi sono mai posta il problema se Fabrizio è un prete, scrivo all’uomo, all’essere,parlo al prete,e viceversa e questo lui lo sa bene, come bene conosce la mia poetica di ricerca
nell’amplesso di parole.
il tuo, caro Prete, è il tranello del Prete, la crudeltà per procura, tramite, sempre, sia ben chiaro, il paradiso deriso di una donna qualsiasi.
Marina
Si dà il caso che questo blog si chiami: “La poesia e lo spirito”. Con tutta l’ampiezza di vedute che si può avere qui di poesia e di spirito c’è ben poco.
commento terreste, Rina, e così davvero!
ma, ti assicuro, di POESIA e di (spiritello della poesia) ce n’è, e spesso! di dio, forse, un po’ meno, ma di D(IO) tanto e più di tanto!
Marina
Ma Rina carissima, lo spirito è anche quello col quale s’insaporiscono le torte, è anche quello di patata, è anche quello del motto. O no? E suvvia, sorrida, ci faccI vedere i suoi denti bianchi e splIndenti (Carlo Dapporto, un santo). No, dico, c’è qui un giovane poeta, il Simonelli Marco da Firenze, che riesce a fare poesia anche con Wanna Marchi, con Superman, e ci riesce la di molto bene! (con tutti questi toscani che mi amano alla follia ormai mi son messo a cianciare come loro, ovvia!). Dài Rina, stappa un Crodino. E’ analcolico, ma è biondo. Hai visto mai?
🙂
Bella domanda Antonella.
viene, va e viene, fino alla Canzone IV si altalena un pochino…mi auguro che la venuta sia …senza parole.
A me Antonella piace perchè è timida e sfacciata, è una gran donna di famiglia, una vera signora del sud, e a volte pare una ragazzina del liceo con le orecchie incollate alle cuffie dello stereo, è timorata di Dio ma solo per le cose di cui bisogna aver timore, come una cattiva coscienza per d’un male che si è fatto. E poi a volte ci regala della piccole gemme poetiche.
perplime anche me e non per il vieni gainsbourghiano ma per gli zoccoli 🙂 che mi puzzano di zolfo. a.
grazie caro, sono come dici tu 🙂 però qui ci sono gli zoccoli 🙂
@GC
è vero oltremodo certo sui gusti.
la buonasera che mi era per ieri convertolla a me ovviamente medesima oggistasera senza controindicazione, anzi.
@rina
provocazione bigottissima appostamente postata, ma dai! dai! che piuttosto malcelatamente evocami lussuriosa voglia di stapparsi immantinentemente o prima di subito o prima possibile (fa caldo)giusto appunto il crodino fresco suggeritoLe con salacia galante da fk, che qui approfitto per salutare molto come pure saluto allo stesso modo, antonella.
paola
ho detto salacia. può andare?
Sì Paola, è vero…Buca il silenzio secondo me!
Un caro saluto
Paola,a quando la prossima?