(boschivo per le furie)
Ruga della grafia o del graffito
facciàle, brama lo scoramento
dell’ingresso – in giornate così,
che lo scirocco succeda al tramontano
e i gradi delle unghie
solchino il dopo-luce, il forno
dei barlumi. Pianta le spine
apprese al muschio, schivo
d’incenso scorteccia
l’argine del verbo – boschivo
per le furie…
(ad ora nona)
Dalla rocca-calvario
nella notte del corpo,
ad ora nona.
Con la saliva, lo sperma e lo straccetto
imbevuto d’aceto,
lambisce insane piaghe, legno
del mormorio montàno,
alla tegola calda e al bronzo esteso,
di tempesta.
(per verba)
Sfrigolio della passione ustoria,
si scherma dallo specchio, copre
ogni acqua – è serpe di Laconia,
magistero del taglio nell’icona.

La seconda è quella che mi piace di più (ma temo sia per la mia identificazione con lo straccetto)