Arsenici – di Marina Pizzi – 2007

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18.
rorida alla fronte la porta della morte
questo bigiare finalmente
dal palo dell’arresto alla cuccagna
19.
atti del vandalo l’eclissi
far di dedalo il vuoto se
se convenuta appena la scarlatta
madre del parto la sorte
scura del padre senza dove
20.
non toccherai il rammarico o la spuma
di alcun mare da dentro le mani
rattoppate a conca nella lezione
del rantolo ad impartire
convalide del sarto il cruciverba
bacato con le rendite patrigne
21.
mangereccio
il tono nel fondo di
di guardarti
rinuncia del sonno
perdita del lavoro
elemosina certa.
22.
a capofitto sparì la rendita
il dito mignolo è a cipresso
solcato, scalato dalla scola di Dante
23.
astuzia del polso sorprenderti
delfino amante teschio di io
24.
voglio il precipizio del tizio
tana di dispaccio
sparviero rendiconto
conto svendita.
25.
i privilegi dell’ombra
metà di giugno il lago maggiore
cementificato con un tappo
di non scampo in branda.
26.
se nell’androne appieno il tuo sorpasso
sconsiglia una faccenda sulla scala,
ronda la fronte gironzola
l’ilarità del triste dispararti.
27.
a presto guardi le cose farsi addio
insufficienza i bambini sonnolenti
28.
parlami con l’onda con la libertà non fato
dammi un traguardo di demenza
fischio di treno sicuro di cuccetta.
29.
candore alla nuca sommossa al buio
arrendi, sagoma contro
contro il muro per lo sguardo
di polsi di ghiaccio.
30.

3 pensieri su “Arsenici – di Marina Pizzi – 2007

  1. enrico de lea

    nel precipizio del tizio luminante
    senza meno gli arredi
    delle civica radura
    consentono profitti ad una ghenga
    spassionata – lampioni, salvia e
    e cespi di menta in ardore – i padri
    in sonno alle santemesse
    al cordame di bettole taciute…
    bye, edl

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