Poker inedito

INCOMUNICABILITA’

Adesso
leggo solo
l’elenco telefonico.
Quando arrivo al mio nome
faccio il mio numero.
Risulto sempre occupato.


UTILITARISMO ALCOLICO

Il bicchiere mi serve
per la verve
la bottiglia
per dimenticare
che per bere
mi tocca lavorare.

UNA POESIA ALLA MANO

Una fitta acuta
sulla cute delle dita
procurò una ferita
che fu sanata
nel giro di una giornata
lasciando intatta
la manata.

SPIRITUAL

Le cose dello spirito
le cerco in enoteca
è un lusso e un rito
come andare in pinacoteca.

Giancarlo Tramutoli

17 pensieri su “Poker inedito

  1. DANIELE

    prova ad arrivare al mio di numero
    ho usato la bottiglia e non solo,
    e non da solo
    mi son sposato e mi son ritrovato solo
    ho traguardato il fondo della bottiglia e ho visto mia figlia ed ancora un po’ di vita
    tra una ferita e una bottiglia
    ho scelto di rimarginare la ferita e lasciare la bottiglia
    per non consegnarmi al tempo delle sale d’aspetto,e degli uffici della nostra vita,
    son solo ma questo è necessario per incontratrar

    Rispondi
  2. Giancarlo Tramutoli

    Il sito si chiama “la poesia e lo spirito”, ma almeno quando si parla di alcol m’aspetto si comprenda (solo un pochettino eh) che si sta usando lo humour (non lo spirito santo). Ciao

    Rispondi
  3. mario

    mi ricordano i koan ma sono più divertenti. Mi hanno ricordato pure Buster Keaton. Insomma mi hanno fatto ridere, sorridere ed affini. E’ una bella cosa, no?

    Rispondi
  4. Giancarlo Tramutoli

    Mario, infatti, la tua lettura mi pare quella giusta. Ce l’avevo con Daniele che ha dato un’interpretazione drammatica (da alcolisti anonimi). I versi, come i bicchieri, possono pure essere allegri. Ciao e grazie.

    Rispondi
  5. manuelafg

    Scusate ragazzi, ma a me sembra un sonetto molto ironico……cosa c’entrano gli alcolisti.
    …..o mi sono persa qualche cosa ?

    Rispondi
  6. Giancarlo Tramutoli

    Oh tu sia lodata Manuelafg!
    Il prodotto può piacere o non piacere, ma bisogna prima capire se si è in una macelleria o in una pasticceria. Un caro saluto al Caro Acaro che fa castelli di scabbia. Mi dispiace, ma la mia merce non è per te. Troppa polvere sugli occhiali predispone male alla lettura.

    Rispondi
  7. cara polvere&caro acaro

    🙂
    premesso che cortesia vuole si saluti e si ringrazi comunque del commento

    vero è che io e caro acaro siamo gemelli omozigoti AA.
    e la tua merce, quando pubblica – se permetti – lo decido io se è o non è per me. eh.

    macelleria o pasticceria
    materie interessanti e senza vie di mezzo.
    esplica, esplica.
    un saluto
    paola

    Rispondi
  8. Giancarlo Tramutoli

    Cara Paola
    la cortesia
    fa male alla poesia.
    Evidentemente non scrivo per te.
    Sei una diabetica in pasticceria.
    Una vegetariana in macelleria.
    E chi vuol esser lieto sia…
    Alla polvere preferisco la polveriera.
    Al galateo il gelato alla maramao.
    Ciao Miao.

    Rispondi
  9. cara polvere

    Tremutoli, lei è un vero signore.
    di quelli, mi spiego meglio, snob abbastanza da ritenere che il loro saluto sia da devolvere col contagocce e snob abbastanza schifarsi per una scarpetta
    ma usare poi il dito mignolo per pulirsi le camere nasali mentre guida.
    nonchè non in grado di replicare intelligentemente a un misera e inutile critica.
    scriva semmai chiaro: non intendo ricevere commenti da cara polvere perchè non degni, non replicabili, troppo terra terra per il mio grado d’intelletto.
    (tenga presente che in nessun modo i miei commenti – nè in questo sito nè altrove – ai testi, sono stati e sono da me scritti con l’intenzione di offendere la persona che li ha scritti mentre nella sua replica e non solo nella sua c’è una intenzionale voglia di rivalsa “leggermente” offensiva verso
    la mia persona.
    credo ancora nei solleciti e negli scambi intellettuali sinceri ma leggo troppo spesso sguazzanti rimbrottii di risposta che partono da tutt’altra sede e in tutt’altra sede, seduti[…]
    ossequi,
    paola

    Rispondi
  10. Giancarlo Tramutoli

    Ho grande pena per i poveri di spirito e per gli astemi. Ho provato a spiegarLe (sprecando pure qualche calembour)perché non possono piacerLe i miei versi. Mi pare (ma era prevedibile) che non abbia inteso. Siamo fatti per non capirci. Perché si offende? Esiste nella comunicazione la regola cristiana e pugilistica del do ut des. Quindi pace e bene e amen.

    Rispondi
  11. cara polvere

    piuttosto per me era prevedibile questo suo rotolare finale per la china con la bella frase “ho grande pena per i poveri di spirito”
    lei cosa ne sa della povertà del mio o dei miei?
    vede, conferma solo quello che ho detto più su. non poteva essere altrimenti.
    qui non è questione di essere fatti per
    capirci.
    (ad libitum)
    solo questione di stile.
    e lei qui non ne ha nè nell’ironia di cui si arroga – l’ironia le avrebbe aperto gli occhi sul mio commento e l’avrebbe adattato con meno spocchia ad una concertazione più distesa:-) –
    e non ha stile nella conservazione di un annacquato aplomb che sfagiola con sicurezza ma che mi creda,non è mai stato aggiornato.
    tutto qui.
    alas.
    p.

    Rispondi
  12. Giancarlo Tramutoli

    Il suo lessico m’affatica. Questo si può dire? Dal lessico si capisce anche lo spirito.
    Il linguaggio è anche gioco. Ma non tutti amano giocare. No?
    Per Es.
    “aggiornare l’aplomb”
    Indigeribile.
    Ora, magari, finiamola qua che oggi son pure contento che sta per uscire un mio nuovo libro che le sconsiglio vivamente. 🙂

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *