AVATAR, MON SEMBLABLE, MON FRERE

doppio

C’è un tizio che mando a spasso per la rete,
un viaggiatore senza l’affanno del passo
senza bagagli e rughe, un prosciutto senz’osso
consiste unicamente di parole
infilate sullo spiedo di uno stile.
Un rosario che implora:
assaggiatemi.

E’ professore assorto
spiritualista accanito
poeta improvvisato
scrittore inviperito
commentator zelante
e presto incarognito.
E ognuno di questi protesta:
credetemi.

La pretesa di un pensiero
che scolpisca una traccia
una lapide durevole nella memoria altrui:
questo, ciò che ho scritto,
è tutto ciò che fui.
E poeticamente ingiunge:
amatemi.

16 pensieri su “AVATAR, MON SEMBLABLE, MON FRERE

  1. Fabio Brotto

    In forma di autodiagnosi questa è in realtà una tipologia, cioè un discorso sul tipo: su un tipo umano cui molti poeti e poetastri della rete appartengono (e forse, al di là delle multiformi e cangianti maschere, tutti).

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  2. mario

    je suis ici, je vous aime Binaghi.
    Sono tutto quello che lei ha scritto
    provo pena e provo a cambiare
    ma l’illusione è meglio
    e un pò d’amore non si nega a nessuno… forse anche a costo della dignità.
    Forse sarà la rivoluzione degli avatar
    e pioveranno mouse.
    grazie Binaghi.

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  3. cara polvere

    volevo scrivere una cosa.
    non so mica.
    temo le legioni d’ira binaghiana.
    così, saluto solo.
    ehm.
    paola

    Rispondi
  4. cara polvere

    fustigazioni? esagerato.
    sei tu che hai la pelle troppo sensibile.

    comunque.
    non credo ci volessero questi versi – (che sarebbero si meglio molto in prosa – ma sicuramente è ironica questa messa in colonna, nevvero?)stimolanti come uno di quegli intrugli per dimagrire nonchè pure moschicidi- che proprio sono messi in fila – ma sono messi in fila ironicamente, certo – così, terapeuticamente fino a che si finiscono delle loro sparute bollicine, per ripraticarci di un tema cucù vecchissimo issimo.
    tutti siamo deliranti cronici e da amare e da comprare da prenotare e da vendere. si. si. tutti.i.

    ps1: comunque letto in prosa, mi piace.
    (un colpa al cerchio e uno alla botte… eh)

    ps: adesso è molto cool offrirsi una “the second life”. masochismo a milleeuno

    un saluto
    paola

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  5. mario

    a me pare che ai commenti
    a volte una sindrome subentri
    del primo della classe
    dell’indice levato
    che invece del libero pensiero
    del confronto in partenza
    serve solo a far presenza
    della propria intelligenza.

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  6. manuelafg

    Binaghi mi e’ piaciuto molto.
    Troppa severita’ per questi versi simpatici…….
    Anche Mario mi e’ piaciuto molto.
    Forse sono in vena di disimpegno.
    Saluti a tutti.
    M.fg.

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  7. cara polvere

    mario ognuno è libero di coniugare le sindromi come meglio crede e anche l’indice[cut] libero di coniugarlo dove e come meglio crede, non crede? inoltre questo suo intervento come quello di manuela sulla “severità” è la degna rappresentazione di un pour parler montatamente immotivato.
    certe tipologie di avvocati difensori di primo e ultimo pelo sono fuori moda, credimi.

    manuela. dacci un taglio e disimpegnati al più presto.
    questo spazio non è una chat e a mario vai a scriverglielo sul suo blog che ti sta simpatico, no?
    ossequi
    paola

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  8. vbinaghi

    Ha ragione cara polvere.
    Un attentato alla virtù (poetica) è sempre un attentato.
    Fortunatamente abbiamo vestali di ogni tipo, vergini guerriere e sante martiri del verbo, pronte a levarsi all’indirizzo dell’importuno.
    Ah, cara polvere, ho un debole per la femmina armata!

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  9. cara polvere

    no. di solito non mi scomodo ad armarmi se non mi diverto.
    fino qui le lagne da comari imprugnite sono state abbastanza divertenti.
    si. c’è un pozzo di san patrizio di lagne abbastanza divertent,
    per ora.
    armata? di dentiera.
    e va beh.
    ossequi.
    p.

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  10. mario

    massì, che ognuno coniughi dove e come gli pare, per carità.
    (V)indice o meno, non mi costituirò parte civile.
    Per la lesa maestà non c’è pena abbastanza dura.

    Rispondi

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