
C’è un tizio che mando a spasso per la rete,
un viaggiatore senza l’affanno del passo
senza bagagli e rughe, un prosciutto senz’osso
consiste unicamente di parole
infilate sullo spiedo di uno stile.
Un rosario che implora:
assaggiatemi.
E’ professore assorto
spiritualista accanito
poeta improvvisato
scrittore inviperito
commentator zelante
e presto incarognito.
E ognuno di questi protesta:
credetemi.
La pretesa di un pensiero
che scolpisca una traccia
una lapide durevole nella memoria altrui:
questo, ciò che ho scritto,
è tutto ciò che fui.
E poeticamente ingiunge:
amatemi.

io a questo tizio già gli voglio bene!
la fame di amore la conosco!
latte e miele miglior cura…..
In forma di autodiagnosi questa è in realtà una tipologia, cioè un discorso sul tipo: su un tipo umano cui molti poeti e poetastri della rete appartengono (e forse, al di là delle multiformi e cangianti maschere, tutti).
Si, Brotto, proprio tutti…
(Ovviamente me compreso, e nel senso peggiore)
je suis ici, je vous aime Binaghi.
Sono tutto quello che lei ha scritto
provo pena e provo a cambiare
ma l’illusione è meglio
e un pò d’amore non si nega a nessuno… forse anche a costo della dignità.
Forse sarà la rivoluzione degli avatar
e pioveranno mouse.
grazie Binaghi.
volevo scrivere una cosa.
non so mica.
temo le legioni d’ira binaghiana.
così, saluto solo.
ehm.
paola
Scrivi Paola, scrivi le tue fustigazioni
saranno accolte col massimo piacere
Sacher Masoch
fustigazioni? esagerato.
sei tu che hai la pelle troppo sensibile.
comunque.
non credo ci volessero questi versi – (che sarebbero si meglio molto in prosa – ma sicuramente è ironica questa messa in colonna, nevvero?)stimolanti come uno di quegli intrugli per dimagrire nonchè pure moschicidi- che proprio sono messi in fila – ma sono messi in fila ironicamente, certo – così, terapeuticamente fino a che si finiscono delle loro sparute bollicine, per ripraticarci di un tema cucù vecchissimo issimo.
tutti siamo deliranti cronici e da amare e da comprare da prenotare e da vendere. si. si. tutti.i.
ps1: comunque letto in prosa, mi piace.
(un colpa al cerchio e uno alla botte… eh)
ps: adesso è molto cool offrirsi una “the second life”. masochismo a milleeuno
un saluto
paola
a me pare che ai commenti
a volte una sindrome subentri
del primo della classe
dell’indice levato
che invece del libero pensiero
del confronto in partenza
serve solo a far presenza
della propria intelligenza.
ma magari sbaglio
magari raglio
Binaghi mi e’ piaciuto molto.
Troppa severita’ per questi versi simpatici…….
Anche Mario mi e’ piaciuto molto.
Forse sono in vena di disimpegno.
Saluti a tutti.
M.fg.
Anzi, Mario, sei proprio simpatico.
la ringrazio Manuela,
con permesso, Binaghi,
mario
mario ognuno è libero di coniugare le sindromi come meglio crede e anche l’indice[cut] libero di coniugarlo dove e come meglio crede, non crede? inoltre questo suo intervento come quello di manuela sulla “severità” è la degna rappresentazione di un pour parler montatamente immotivato.
certe tipologie di avvocati difensori di primo e ultimo pelo sono fuori moda, credimi.
manuela. dacci un taglio e disimpegnati al più presto.
questo spazio non è una chat e a mario vai a scriverglielo sul suo blog che ti sta simpatico, no?
ossequi
paola
Ha ragione cara polvere.
Un attentato alla virtù (poetica) è sempre un attentato.
Fortunatamente abbiamo vestali di ogni tipo, vergini guerriere e sante martiri del verbo, pronte a levarsi all’indirizzo dell’importuno.
Ah, cara polvere, ho un debole per la femmina armata!
no. di solito non mi scomodo ad armarmi se non mi diverto.
fino qui le lagne da comari imprugnite sono state abbastanza divertenti.
si. c’è un pozzo di san patrizio di lagne abbastanza divertent,
per ora.
armata? di dentiera.
e va beh.
ossequi.
p.
massì, che ognuno coniughi dove e come gli pare, per carità.
(V)indice o meno, non mi costituirò parte civile.
Per la lesa maestà non c’è pena abbastanza dura.