Bukowski, secondo me.

… Siamo andati a visitare la cattedrale, mi ha abbastanza impressionato, era una costruzione architettonica fantastica, siamo entrati e stava piovendo un po’ (fuori), e dentro puzzava un po’ di piscia, e l’interno era più stupefacente dell’esterno, saliva e saliva e mi ha fatto quasi desiderare di potere accettare il Dio dei cristiani invece dei miei 17 minuscoli dèi protettori perché un grande Dio mi avrebbe aiutato a superare un mucchio di porcherie e di terrore e di dolore e di orrore,sarebbe stato più facile e forse persino più ragionevole, mi avrebbe aiutato a capire qualcuna delle puttane con cui ho vissuto e qualcuna delle donne, i lavori monotoni e la mancanza di lavoro, le notti di rabbia e di fame, e suppongo che tutte le persone che sono entrate in quella cattedrale abbiano avuto dei pensieri, e che qualcuno di quei pensieri avrebbe potuto condurle a convertirsi, ma io, ho pensato, se mi fossi convertito, se avessi creduto, avrei dovuto lasciare il diavolo laggiù, tutto solo tra le fiamme, e non sarebbe stato gentile da parte mia, perché negli avvenimenti sportivi quasi sempre faccio il tifo per i perdenti e in quelli spirituali sono colpito dalla stessa malattia, perché non sono un uomo che pensa, seguo ciò che sento, e i miei sentimenti stanno con gli handicappati, i torturati, i dannati e i perduti, non per simpatia ma per fratellanza, perché sono stato uno di loro, perduto, confuso, indecente, meschino, spaventato e codardo; ingiusto, e gentile solo a piccoli lampi e sebbene fossi fregato, sapessi che non serviva a niente, che non curava niente, lo rafforzava soltanto. Il Grande Dio aveva troppi cannoni, per me, era troppo giusto e troppo potente. Volevo qualcosa di meno, qualcosa che non fosse troppo…
tratto da ‘Shakespeare non l’ha mai fatto’ di Charles Bukowski

4 pensieri su “Bukowski, secondo me.

  1. Carla

    ho visitato la Cattedrale,
    c’è saliva e saliva…
    ma la frase che più mi ha colpito è questa:

    ‘perché non sono un uomo che pensa, seguo ciò che sento,’

    quando smettiamo di pensare?

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  2. Marco Simonelli

    La scorsa estate mi è capitato di tradurre un libretto di saggi su Bukowski di un certo Gerald Locklin che conteneva anche inediti del “buk”.

    Ho letto alcune cose di Bukowski circa dieci anni fa (mi piaceva molto all’epoca) ma nel libro ne emerge un ritratto tristissimo.

    Tuttavia attira la mia simpatia per la sua grafomania.

    In USA l’hanno un po’ spremuto, sembra. Ma temo accada a tutti i poeti “cult”.

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  3. Enrico Cerquiglini

    “i miei sentimenti stanno con gli handicappati, i torturati, i dannati e i perduti, non per simpatia ma per fratellanza”
    non è una straordinaria dichiarazione di poetica?

    Enrico

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