Mi guardi dalla tua vetrina
malata e lucidissima,
ma le mie parole si fanno ferro
e si chiudono come pallottole
di insetto.
La tua presenza
qui
è pesce da rituffo.
Mi guardi dalla tua vetrina
malata e lucidissima,
ma le mie parole si fanno ferro
e si chiudono come pallottole
di insetto.
La tua presenza
qui
è pesce da rituffo.
non so quale creatura
sia più fragile.
ciao Emanuele.
e che risuoni l’arpa di una dea
il mito che si svolge a rinnovare
l’ansia svestita dei quattro cardinali
punti di roccia
ed il tuo fluttuare
tra rombi che ricalcano la mano
il fianco la parvenza e la scoscesa
veste
del mio amore
Piaciuta!
Ciao
Marco
quasi nessuno fa caso ai guizzi morenti del pescato: eppure è cosa che non si può guardare con indifferenza e il rituffo qui, ormai, non servirebbe
io ci faccio caso.
siamo noi, quei guizzi!
son venuto due volte a scrivere ma niente. Eppure l’ho letta e riletta e ricopiata, mi ha colpito, mi piace moltissimo, ha come un ritmo che si spezza e quel rituffo alla fine mi emoziona, e un po’ mi dà ansia. ecco, volevo lo sapesse (maledetto web, dirà, ha ragione).