Cesar Vallejo (1892-1938)

“O bottiglia senza vino! O vino rimasto vedovo di questa bottiglia!”

O bottiglia senza vino! O vino rimasto vedovo di questa bottiglia!
Tardi quando l’aurora della sera
fiammeggiò feralmente in cinque spiriti.
Vedovanza senza pane né untume, che termina in orrendi metalloidi
ed in cellule orali si conclude.

Oh, sempre, mai imbattersi nel mai di tanto sempre!
O miei buoni amici, esca crudele,
parziale, penetetrante al nostro mutilo,
capriccioso, volatile sconforto!

Sublime, bassa perfezione del porco,
palpa la mia generale malinconia!
Suola sonante in sogno,
suola
rozza, inferiore, venduta, ladra, lecita,
scende e palpa ciò che eran le mie idee!

Tu e lui e loro e tutti,
nondimeno,
entrarono in mazzo nella mia camicia,
sulle spalle legno, tra i femori stecchini;
tu particolarmente
che mi hai influenzato;
lui, futile, sanguigno, con denaro,
e loro, fuchi dall’ala d’altro peso.

O bottiglia senza vino! O vino rimasto vedovo di questa bottiglia!

(da “Poemas umanos”, traduzione di Roberto Paoli,
ne “Tutte le poesie – vol.II” – Edizioni Accademia, MI, 1976))

10 pensieri su “Cesar Vallejo (1892-1938)

  1. Gianluca Pulsoni

    Si potrebbero avere alcune informazioni su C. Vallejo, di opere e/o di vita? Lo chiedo per mia pigrizia, non mi sono mai interessato ancora a lui: ma è una personalità di cui, in alcuni libri che mi è capitato di leggere ultimamente, ritorna il nome e l’influsso in maniera costante. Mi piacerebbe saperne di più.

    Gianluca

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  2. lucaariano

    César Abraham Vallejo Mendoza nacque a Santiago de Chuco, un villaggio andino del Perù. Fu il minore di undici figli e studiò all’Università Nazionale di Trujillo. Il poeta interruppe varie volte gli studi per lavorare in una piantagione di canna da zucchero, dove si rese conto di come venivano sfruttati i contadini; fu un’esperienza che influì sulla sua visione sia politica che estetica. Vallejo si laureò in lettere nel 1915.
    Più tardi si trasferì a Lima, dove lavorò come insegnante e si avvicinò ai membri della sinisistra intellettuale. Dopo una serie di difficoltà riuscì a pubblicare il suo primo libro di poesie Los heraldos negros: sua madre morì nel 1920 e dopo essere tornato a Santiago de Chuco fu imprigionato per 105 giorni con l’accusa di essere un incendiario, prima di aver dimostrata la propria innocenza.
    Dopo aver pubblicato Trilce nel 1923 e perso il posto di insegnante a Lima, il poeta emigró in Europa, dove visse fino alla sua morte avvenuta a Parigi nel 1938. Fu sepolto nel Cimitero di Montparnasse.
    Durante la sua vita conobbe e divenne amico di alcuni noti pensatori peruviani suoi coetanei, come Antenor Orrego, Abraham Valdelomar e Víctor Raúl Haya de la Torre.

    Opere

    Los heraldos negros (1918)
    Trilce (1922)
    Poemas humanos (1939)
    España, aparta de mí este cáliz (1939)

    Teatro

    Mampar
    Les taupes (1929, in francese)
    Lock-Out (1930, in francese)
    Entre las dos orillas corre el río (anni Trenta)
    Colacho hermanos o Presidentes de América (1934)
    La piedra cansada (1937)

    Narrativa

    Escalas melografiadas (1923)
    Fabla Salvaje (1924)
    Hacia el reino de los Sciris (1928)
    El tungsteno (1931)
    Paco Yunque

    da: http://it.wikipedia.org/wiki/C%C3%A9sar_Vallejo)

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  3. Francesco Marotta

    Ecco un altro poeta (1892-1938) da riscoprire, da tradurre dal silenzio. Ti consiglio la lettura di “Trilce” e “Poemi umani”. Ignoro, però, se vi siano traduzioni recenti in italiano di queste opere. Io ho i due volumi magnificamente curati da Roberto Paoli per le Edizioni Accademia (dal secondo Enrico ha tratto il testo che ha postato), ma siamo nei primi anni Settanta… In francese esistono alcune belle traduzioni, anche abbastanza recenti.

    fm

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  4. Carla

    mi fai venire in mente Pablo Neruda nella sua poesia:
    Ballata della disperazione

    ‘Già ho le pupille desolate
    di non vedere un cammino illusionato!

    Pensare che quando sarò morto
    il sole sorgerà…! E perchè non dovrebbe sorgere?

    Sono una spugna, nessuno mi ha strizzato,
    e sono un vino, nessuno mi ha bevuto…’

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  5. Giorgio

    Molto brevemente, in attesa di eventuali interventi più approfonditi: Vallejo è nato in Perù nel 1892 da una famiglia meticcia. Sue esperienze determinanti lo spettacolo della povertà nel suo paese, che lo porta ad aderire al marxismo, e la guerra di Spagna. Culturalmente, determinanti la cultura andina e l’avanguardia europea (dal 1923 si trasferì in Europa e visse per lo più a Parigi, dove morì malato e in povertà nel 1938. Sue opere: “Araldi neri”, “Trilce”, “Poemi in prosa”, “Poemi umani”, “Spagna, allontana da me questo calice”. E’ riconosciuto come una delle voci più importanti dell’avanguardia tra le due guerre. E’ continua la sua ricerca linguistica. Per me è tra i maggiori poeti del 900.
    Nelle vecchie preziose edizioni Accademia si trova raccolta in due volumi tutta la sua produzione poetica. Per chi è interessato, li ho visti ancora recentissimamente a poco prezzo nelle edizioni Remainders (in Galleria a Milano ne ho viste varie copie).

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  6. Giorgio

    Correzione: edizioni Remainders = librerie Remainders

    Francesco, intanto che tu postavi, scrivevo anch’io.

    Una buona domenica!

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  7. Gianluca Pulsoni

    Fantastico! Soprattutto per le info. specifiche sulla reperibilità di alcune sue cose… grazie a tutti, Luca Ariano, Giorgio e Francesco… per i consigli di lettura. Li seguirò se avrò modo (delle traduzioni recenti in francese sapevo).

    Gianluca

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  8. enrico de lea

    grazie a tutti, specie ai commenti con informazioni su Vallejo, che il sottoscritto, preso da atavica pigrizia, si è astenuto dal fornire (forse mi interessava l’impatto della singola composizione) – ciao, e.

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  9. mariapia

    Grazie, nella meraviglia di un poeta che adoro, ma che lessi in spagnolo
    pe r inciso, mi ricorda Rosselli, per iterazioni anticipazioni e gusto inconfondibile del moderno fulminanti, ed inifinitivi versi.

    La rivista “Poesia ” gli dedicò varie pagine, ricordo, per iniziativa di patrizia Valduga; rimane ed è un GRANDe appartato, e grande – poeta.

    MPia

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