Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 10

di Giorgio Morale

Domenica. Luce di giugno e codazzi di passeri e rondini, a cui il silenzio è cassa di risonanza.

I pensieri zampillano uno alla volta, si disperdono, si rarefanno.

Un grappolo di scampanii. Una radio trasmette la messa ad alto volume.

Poi pentole e piatti. Odori sfarzosi costruiscono da una finestra all’altra una tavola imbandita. I fumi delle cotture s’alzano al cielo, il grasso delle carni attraversa le pareti.

Dopo, i notiziari sportivi.

C’è un momento in cui la giornata non sta nella pelle, freme d’aspettativa: prolungarsi, nella sera e oltre.

Un tempo pensavo che sarei riuscito a sfuggire al destino. Ero troppo leggero per scontrarmi con esso. Il cielo era molto più vasto, allora. Cominciava appena sopra la mia testa. Il destino sarebbe passato più in alto, pensavo, o di lato, fino a quando io sarei cresciuto abbastanza per affrontarlo.

10 pensieri su “Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 10

  1. Carla

    una silloge,
    un filo s’inserisce nella trama, unendo al senso, vita.

    -il frastuono del silenzio è magico!-
    sento gli scampanellii…

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  2. Giorgio

    Carla, Teresa, grazie del passaggio. Sì, in effetti solo un’esile trama di emozioni, forse un senso di aspettativa che c’è nell’aria… hanno fatto rinascere quel ricordo.

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  3. emanuelekraushaar

    Un nano microscopico
    mi tira gli occhi
    verso il buio.
    E’ l’eterno bisogno
    di chiudermi a riccio
    dentro il nero
    colorato della mia infanzia.

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  4. Giorgio

    Quante associazioni, Emanuele. Anche quel brano del “Paradiso” ha il “mattinar”, il “tin tin sonando con sì dolce nota”, oltre al citato “colà dove gioir s’insempra”. Impressionante, il nano. Lui tira indietro… Questa giornata però “freme d’aspettativa”.

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  5. fabry2007

    un Bloc notes pieno di suggestioni. non so bene perché, mi piacerebbe un volume che riunisse questi tuoi frammenti con gli Apologhi di Roberto e i Tic di Emanuele.
    ciao, Giorgio.
    fabrizio

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