Non sto scrivendo un libro su Kafka

Wolfgang Hildesheimer

Non sto scrivendo un libro su Kafka

I maligni sostengono – e li vedo sorridere maliziosamente – che io stia scrivendo un libro su Kafka. Questa accusa non è corretta, la contesto. Perché io sto scrivendo un libro su Golch. Ammetto che tanto tempo fa, nutrivo – come tutti gli intellettuali sensibili – il desiderio di scrivere un libro su Kafka. Questa fase bisogna attraversarla e non c’e alcun motivo per vergognarsi di questa follia giovanile. Ciò che allora mi fece prendere le distanze non fu un improvviso disinteresse, ma il fatto che tutti i miei conoscenti fossero gia impegnati a scrivere un libro su Kafka (non tutti lo stesso, ognuno il proprio naturalmente).

Per qualche perfidia del destino che oggi non mi dispiace affatto, tutti avevano incominciato prima di me. Io mi ero sviluppato relativamente tardi e allora non era rimasta più alcuna prospettiva nuova alla luce della quale potere interpretare Kafka. Perciò avevo pensato, per un breve periodo, di scegliere un importante biografo di Kafka e di scrivere un libro su di lui, ma anche questa idea mi era già stata rubata da qualcun altro che era arrivato troppo tardi come me.
Quindi decisi di cercare un nuovo tema e lo trovai. Sto scrivendo, come già detto, un libro su Ekkehard Golch. Per tutti coloro che non conoscono questo nome – e purtroppo ve ne sono ancora troppi – vorrei descrivere velocemente la sua personalità.
Golch, che morì nel 1929 all’età di 86 anni, visse per tutta la vita – tranne il periodo giovanile, privo di avvenimenti significativi – come professore liceale a Altmünzbach, una città dove non fermano i treni interregionali. Non tanto per questo fatto quanto per la sua totale indifferenza al divertimento, egli non lasciò mai questa città e si dedicò instancabilmente alla sua opera.
( Il mio capitolo Viaggi interiori è proprio dedicato a questa tematica, e la tratta a un livello di profondità che qui non posso esaurire.)
Golch insegnò al liceo femminile – un tale istituto esisteva allora e esiste ancora oggi – Inglese e Tedesco. Dopo alcuni tentativi nell’ambito della critica letteraria – qui si distingue soprattutto il saggio Le figure femminili di Körner, uno scritto che a causa dell’inattualità del suo autore oggi riscontra solamente un interesse alquanto marginale – si dedicò al suo opus magnum, il quale tratta la vita di James Boswell, il famoso biografo di Johnson, l’immortale lessicografo. Non è soltanto un opera di grande densità psicologica e di incredibile intensità, ma quantitativamente – consiste di nove volumi – supera le opere sia di Boswell, sia di Johnson.
Non vorrei anticipare gli esiti della mia ricerca, ma ci tengo a sottolineare – e il mio futuro lettore capirà la certezza con la quale mi propongo – che nel mio libro, che tranne l’ultimo capitolo Della natura della biografia considero concluso, sono riuscito non solo a raccontare la forte impressione che Boswell fece sul mio eroe, ma anche, viceversa, ad analizzare Boswell alla luce di Golch, considerando l’eccentrico dott. Johnson attraverso gli occhiali di Boswell ( metaforicamente parlando, perché Boswell non portava gli occhiali), così come lui, interpretato da Golch, appare davanti a me; in un certo senso si tratta quindi di una triplice analisi del protagonista vero e proprio che è il dott. Johnson.
Il mio libro è buono, non c’e alcun dubbio. Colma una lacuna. Oserei perfino pensare che le mie solide conoscenze e la mia capacità di immedesimarmi in menti simili alla mia – entrambe le virtù caratterizzano questo libro – un giorno porteranno un biografo a dedicare a me, in quanto biografo di Golch, un esauriente necrologio. Quanto all’affermazione, che io stia scrivendo un libro su Kafka, questa sarà contraddetta quando finalmente uscirà il mio libro. Perché il fatto che non si possa scrivere contemporaneamente su Kafka e su Golch risulterà ovvio perfino ai maligni.

(Traduzione di Stefanie Golisch)

Franz Kafka ( * 1883) morì nel sanatorio Kierling presso Vienna il 3.6. 1924 di tubercolosi.
Il racconto di Wolfgang Hildesheimer, scritto alla meta degli anni cinquanta, si trova nella raccolta di racconti Lieblose Legenden, Frankfurt a. M. 1991 (Suhrkamp)

3 pensieri su “Non sto scrivendo un libro su Kafka

  1. Giorgio

    Conoscevo Wolfgang Hildesheimer come autore di una biografia di Mozart, non come narratore. Bello questo breve racconto, che mi pare situarsi spiritualmente tra lo stesso Kafka e Walser, e mostrare in modo apparentemente leggero e ironico le crepe della cultura europea.

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  2. stefanie golisch

    Hildesheimer ha sempre giocato sul o con il genere biografico. Dopo la sua biografia su Mozart, scrisse una su un tale
    “Marbot” , personaggio ottocentesco da lui inventato, però descritto come se fosse realmente vissuto. Quando uscì, la critica non seppe bene cosa pensare… Insomma, H. amava l’irritazione. Amava nascondersi, travestirsi, giocare con delle identità mutevole… ( Non so… ho una idea mia a proposito: H., che era anche lui ebreo, non ha mai affrontato questa tematica nelle sue opere – se non appunto come un – apparentemente – giocare con la grande finzione delle identità. Fu anche pittore. Alla fine della sua vita, pare che fosse un vecchio uomo molto triste e stanco. In Germania non ha mai avuto il riconoscimento che meritava. Questa sua scrittura ironica non si riusciva inquadrare bene e non piaque ai capi della ” Gruppe 47″ ….

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  3. mimma

    Bello questo racconto, breve ma molto stratificato e intessuto di leggera ironia. Percepisco una profonda tristezza, di cui peraltro l’ironia è la voce più disincantata.

    Un bacio

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