Daria e Mario sono una coppia più che benestante ed alquanto bizzarra. Questa volta hanno lasciato il loro lussuoso attico e senza dir nulla a nessuno sono partiti per un paese del Terzo Mondo: due settimane di autentica, selvaggia full immersion.
Dario e Maria (i loro veri nomi in italiano sono intrascrivibili e impronunciabili) sono i domestici di Daria e Mario, originari del paese dove questi ultimi stanno consumando le loro amene vacanze. Mentre i padroni dormono su duri giacigli, divorati dalle pulci, Dario e Maria, che hanno la consegna di tenerne segreta l’avventura, dormono nel loro soffice letto e bevono le loro bottiglie migliori. La baldoria durerà due settimane esatte, e i due domestici hanno la ferma intenzione di godersela. Cionondimeno lo stipendio se lo guadagnano ad abundantiam: proprio in questi giorni la Borsa si mette ad andare su e giù bruscamente, e l’agente di cambio di Mario telefona di continuo per dare ragguagli ed avere istruzioni. Dario, che non capisce bene l’italiano ma lo parla senza inflessioni e si diverte ad imitare perfettamente la voce del padrone, ascolta senza comprendere granché e risponde a casaccio in vece sua. Quando fra breve Daria e Mario torneranno, ancora sofferenti per la diarrea ed infezioni varie, non solo non saranno rovinati, ma avranno quadruplicato il capitale.

cosa non può il “caso”?
ancora una volta mi hai ricordato Marquez…
non sempre per “fare” una cosa bisogna “saper fare” – non sempre. però accade – e questo è il koan. grazie del sorriso e del pensiero
massimo
Caro Massimo,
confesso che questo post più che un sorridente koan voleva essere una ghignante fustigazione dei costumi del nostro pazzo Mondo,
Primo Secondo o Terzo che sia, in ordine di responsabilità.
Mi consola comunque la tua lettura, meno torva e più lieve.
Il tuo occhio è senz’altro più limpido del mio.
Un caro saluto,
Roberto