“Di ogni libro pubblicato, l’editore trasmetterà al Sistema informatico nazionale per l’editoria il previsto format contenente i dati dell’opera ed un suo estratto non superiore ai trenta KB. Il format sarà inserito nel Sistema entro quindici giorni dalla sua ricezione. I dati contenuti nel Sistema – distinti per genere (narrativa, poesia, saggistica, varia) e organizzati in modo da favorirne la più ampia elaborazione – sono resi accessibili attraverso Internet ai soggetti pubblici e privati.”
Il tempo è galantuomo? Il tempo è solo “la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi”, e non ha di per sé “capacità d’agire”, quanto meno di attribuire valore a chicchessia; il giudizio compete solo agli uomini, coevi dell’autore o postumi. Alla base di qualunque giudizio c’è necessariamente la rappresentazione di una realtà che, in questo caso, è l’opera-libro nella sua fisicità, e la relazione emotiva e affettiva che con essa si instaura, in termini di percepita utilità, necessità e bellezza.
Ciò che davvero necessità, in un’epoca di crescente complessità, è favorire il rapporto tra il lettore e il libro, piuttosto che confidare nella galanteria del tempo.
Nelle righe iniziali ho voluto ipotizzare, provocatoriamente, un intervento legislativo che preveda l’informazione istituzionale su tutti i libri editi in Italia.
Provo a riassumere quelle che potrebbero essere le possibili ricadute:
a. Dato quantitativo e qualitativo:
• E’ intuitivo che il possesso di un dato totale di quantità (tutti i libri editi coi dati relativi all’opera e all’autore), e di uno indicativo della qualità dei lavori pubblicati abbatte definitivamente e storicamente degli steccati aprendo a tutto tondo alla conoscenza di un’intera realtà;
• La banca dati così ottenuta (enorme, indubbiamente) consentirebbe, attraverso un idoneo programma di gestione, di organizzare le informazioni per una quantità infinita di esigenze, con opzioni e combinazioni di ricerca che possono riguardare l’autore quanto l’opera, e finanche l’attività editoriale; ponendo fine a ricerche basate su dati parziali o a campione;
b. Attività di ricerca:
• Chiunque potrebbe effettuare ricerche sul Sistema attraverso Internet;
• La più importante ricaduta si avrebbe, però, nella ricerca in ambito accademico (ma non solo) con strumenti e competenze appropriati;
• Il dato quantitativo si presta, come accennato, a prospettive multiple di indagine (statistica, sociologica, economica etc);
• Il dato qualitativo, primariamente, consentirebbe invece di presidiare nel merito (seppure limitatamente all’estratto inserito nel format) la produzione letteraria edita, per genere, sia nazionale che locale;
• Una ricerca siffatta comporterebbe un primo livello di conoscenza che, democraticamente, accomunerebbe opere di (presunta) qualità con opere che lo sono meno o non lo sono affatto; costituendo però una base di conoscenza imprescindibile e formale (in quanto radicata a livello istituzionale e riguardando le opere edite in supporto cartaceo);
• Grazie a un tale strumento, difficilmente sfuggirebbe all’attenzione di studiosi e appassionati l’opera e l’autore di alto livello (l’editore avrebbe cura, per ciò, di inserire un estratto significativo nel format);
• Quel primo livello di pubblicizzazione, per l’attenzione estesa che determina, costituirebbe una partita importante per l’autore quanto per l’editore; quest’ultimo, sottoposto alla vivisezione delle sue collane e dei suoi titoli, nonché al giudizio finale di serietà e attendibilità;
• La ricerca per anno, per periodo e/o per territorio (i poeti nati negli anni ’40, ’60 etc e con riferimento a luogo di residenza), con la stampa finale dell’elenco, formerebbe un’antologia a costo zero;
• La ricerca che partendo da un primo livello ne sviluppasse poi, selettivamente, un secondo, non escluderei che possa comportare una parziale ridefinizione dell’attuale panorama letterario;
c. Pubblicizzazione e marketing:
• L’inserimento nel Sistema sarebbe per il libro e per l’autore la prima forma di pubblicità. Se l’opera è una raccolta poetica, oltre ai dati relativi al libro e all’autore, sarebbero leggibili nel Sistema, gratuitamente, alcuni suoi testi;
• La conoscenza avverrebbe attraverso l’accesso diretto alla banca dati, o con una ricerca mirata su Internet partendo dal nome dell’autore;
• La pubblicizzazione sarebbe in misura omogenea, non diversificata per qualità dell’opera o per il nome (celebre) dell’autore o dell’editore; nessuno autore ed editore ne sarebbe però escluso;
• La presenza nel Sistema ovvierebbe, almeno in parte, alla selettività e faziosità del sistema mediatico, corresponsabile del silenzio sul lavoro dei meritevoli quanto dell’invadenza e sopravvalutazione degli immeritevoli.
• Le terze pagine dei quotidiani locali e nazionali avrebbero come tutti accesso al Sistema; l’ignoranza, soprattutto a livello locale, troverebbe forse ancor meno giustificazioni.
Questi appunti sono stati in parte suggeriti dalla lettura del post di Davide Nota e dai commenti pervenuti.
Giovanni Nuscis

Mi sembra una cosa veramente importante. Ma non esiste un centro bibliotecario nazionale, che abbia già come mission un’archiviazione del genere?
caro Giovanni,
questo discorso, che l’ amplificazione della rete rende intelligibilissimo,e se non di immediata fattura, di necessaria rilettuta ed elaborazione per una sua reale ..operatività, non c’è dubbio,
mi lascia ammirata e preparata.
Ci credi molto, lo sento.E’ di vitale importanza, anche.
Non c’entra con le indelebili antologie, ma può divenirne una verifica e confutazione alla fonte( indirettamente lavorando amche sui canoni, ma in specie sulle esclusioni di certa editoria, suppongo)
Perché sono anni, da prima che Antonio Porta ne scrivesse in ipotesi, a partire dall’idea di lasciare in eredità la sua sterminata biblioteca..che si accennava a questa banca dati, ma mai in forma aggiornatate e compiuta come leggo qui, da te.
Cosa sono (state) (spesso) le antologizzazzioni quando non avevano primaria questa sete di ricognizioni profonde, ma al contrario l’altra, di ristrutturare poetiche e correnti, facenti riferimento sempre ad univoche scelte, predefinite..
Non tutte,non sempre per fortuna..ma.
Ascolterò, MPia
Non posso non osservare come in questa proposta Giovanni ci sia per intero. C’è la sua competenza giuridica, le sue capacità analitiche, la sua passione per la poesia, la sua sete di conoscenza.
Nel merito: sarebbe una gran cosa, specie se venisse imposta la catalogazione in tale forma di tutti i titoli in catalogo, anche fuori commercio (e comunque, non solo quelli editi dopo l’approvazione della norma).
Antonio
Giovanni, mi sembra una proposta veramente democratica, che supera qualsiasi discorso di parte e non mette le poetiche e le catalogazioni davanti ai testi…
Il problema è: come si fa a realizzarla, in attesa che tu diventi ministro?
Beh, ci sarà pure un giudice a Berlino!
overossia, ci sarà pure qualche poeta in Parlamento!
(pare di si, dalle ultime notizie)
:-))
A.
questo tuo articolo, Giovanni, conferma la mia idea che la rete, con tutte le sue possibilità, sia ancora molto sottovalutata. ci ostiniamo a pensare solo in termini di libro, di prodotto cartaceo frutto di scelte elitarie, ma sarà inevitabile aprire orizzonti nuovi di strumenti oggi ancora in parte sconosciuti. nasceranno nuove mafie, nuovi circoli viziosi e nuovi privilegi, ma in fondo se uno è vivo, non può fare a meno di utopie. l’idea di poesiaespirito nasce da questa figura geometrica posteuclidea, in cui livelli diversi s’intersecano creando sempre nuovi significati. così è più difficile prendere il potere e diventare oppressori.
chi vivrà, vedrà.
fabrizio
@Valter. Non non mi risulta, ma non mi sembra poi un impegno impossibile da parte di qualche istituzione. Si gestiscono da anni nella P.A. banche dati di notevole consistenza; qui il costo sociale credo che sarebbe contenuto.
@Maria Pia. Proprio la “verifica e confutazione alla fonte” credo che inciderebbe sulle antologie di 2° livello che comunque permarrebbero ma a rischio di contestazioni fondate su qualche dato più oggettivo.
@Antonio. Sai come la penso: si buttano spesso denari pubblici per progetti risibili. Qui l’utilità mi sembra che riguardi non una ma più istanze di rilievo. Non so se la forma in cui l’ho (semplicemente )abbozzata potrebbe poi andar bene. Bisognerebbe sentire altri, magari più addentro al mondo dell’editoria.
@Giorgio. Ministro e santo: subito! Qui si tratta di ragionare soltanto tra persone che hanno a cuore tanto la letteratura quanto le cose “fatte bene”. Non illudiamoci, ma non restiamo nemmeno zitti. Le idee, i buoni propositi, a volte, a forza di ripeterceli trovano inaspettatamente realizzazione. Tra le persone che ci leggono potrebbe esserci se non qualche parlamentare, ma qualche esponente del mondo dell’editoria che crede ad un’idea del genere, e la proponga – questa mia o altra simile – nei contesti appropriati.
Grazie per l’attenzione
Giovanni
Ti leggo ora, Fabrizio. La rete è sguardo e sostanza, strumento veicolante di valori e di espressioni. Strumento però anche di controllo, nel bene e nel male. In questa proposta il “controllo”, a mio parere, è a vantaggio nostro, di noi cioé nella veste di utenti, operatori e cittadini.
Grazie
Giovanni
http://www.sbn.it/
Se fossimo in un paese più avanzato dal punto di vista biblioteconomico, come lo sono l’Inghilterra e gli Stati Uniti, avremmo anche l’abstract di un considerevole numero di monografie.
Ciao
Simone
Qui, qualcosa di più completo dal punto di vista informativo:
http://www.internetculturale.it/
Cari amici,
sovente quando vediamo espressi i nostri vaghi sogni in una forma finalmente concreta e all’apparenza a portata di mano siamo assaliti da scrupoli.
Nella fattispecie, invece di: “Di ogni libro pubblicato, l’editore trasmetterà al Sistema informatico nazionale ” preferirei leggere:
“Di ogni libro pubblicato, l’editore potrà trasmettere al Sistema informatico nazionale”.
Si tratta di salvaguardare il solito bastian contrario che, dopo aver tanto penato e brigato per pubblicare, sia colto da paure certo ingiustificate e abbia improvvisa nostalgia per la frescura dell’ombra.
Non vogliatemene e cari saluti,
Roberto
Non so perché, ma mi è sparito un commento. Citavo sia il sistema bibliotecario nazionale che un mio post recente, che affronta il “problema” da un punto di vista più collaborativo e meno centralizzato (più 2.0, direbbe un tecnico…).
Grazie a Simone, a Roberto e a VDM.
L’abstract purtropponon è sufficiente; può andar bene per un saggio, mentre per un’oper aportica e narrativa è a mio avviso necessario una parte (limitata, sì, ma) significativa dell’opera.
La mia proposta, come già detto, è una “provocazione”, e come tale ben suscettibile di modifiche.
Grazie
Giovanni