Io. Automaticamente – di Alessandro Angeli

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Io. Automaticamente. Penso.
Un pezzo dopo l’altro. Automaticamente. Vado.
Verso il cielo. Mente e cielo. Niente si sperde. Carta.
Avanti. Verso il solaio del mondo. Io critico il sistema. Elezioni d’angeli.

Mi raccolgo. Mia moglie fustella. Io fustello. Il mondo fustella per i secoli a venire.
Ancora domani.
Io andrò verso fasi simili. Incellofanato. Critico il sistema ma poi ci sono. Vago.
Respiro. Il torvo è quello che piace di più. Guardo un film con mia moglie. Sera, le bimbe dormono. Come uccise dal sonno.
Il parquet. Dove ci sono le mie ansie. Listelli di ansie. Io vago. Pomeriggio. Tagliare carta. Sì. Ancora.

Busta fatta. Busta fatta. Busta fatta. Era la neve quando incontrai mia moglie. Figlia di sordomuti.
Sa interpretare i silenzi. Io interpreto le mie mani sulla transenna. Roipnol. Di nuovo cadere.
Io. Automaticamente. Io. Domani. Ancora. Per quanto ancora.

(Alessandro Angeli, Milano, 1964, sta preparando la sua prima raccolta di testi poetici, dal titolo “Fustellatrice automatica, buste e sacchetti”. Questo è un “assaggio”.)

6 pensieri su “Io. Automaticamente – di Alessandro Angeli

  1. Marco Saya

    Una catena di montaggio,quotidianità di un vivere palesemente asciutto,tutto è serializzato e imbustato, persino il sonno che “quasi” uccide, qualcuno che, per cause di forza maggiore, ci ascolta, e poi ancora un domani tra “listelli di ansie”, non c’è sbocco, l’automatismo ingloba cieli e menti dentro il sistema.

    Automaticamente piaciuta, d’istinto, a prima lettura…

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  2. Giovanni Nuscis

    una luce, una nettezza, una tensione, un’intensità inedita mi sembra che delimitino quei punti così incalzanti, e le ripetizioni; da quelle immagini che schizzano…
    condivido l’apprezzamento
    giovanni

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