INTOSSICAZIONI
Ancora aggrappato alla grappa
o a quel che trovo
tanto fa lo stesso
anche se non sono ancora le undici
perché qualcuno ti fa sentire
l’ultimo degli stronzi
ridacchiandoti in faccia
e tu sai che proprio quello
che sto facendo ora
s c r i v e r e
alla fine è proprio quello
che sempre si frappone
fra me e le persone
e penso che allora era meglio
che l’evitavo la letteratura
che son più simpatici gli eroinomani
che il mondo è più paziente e buono
coi tossici che con i poeti
che alla fine può essere pure
che son più stronzi loro, i poeti.
Sicuro più tossici, mi dice lei.
29.6.07

I poeti e, aggiungo, gli scrittori, sono sicuramente più stronzi. Gli eroinomani sono degli aspiranti suicidi che non pretendono nulla, in fin dei conti.
La pretenziosità degli uomini e delle donne di lettere, diciamo così, è una malattia curabile soltanto con l’estinzione.
Lasciate perdere i paragoni con gli eroinomani.
E’ un’iperbole pericolosa.
Un contro è soffrire per ferita narcisistica, un conto ridursi a una larva.
Non è la scrittura che fa soffrire, è l’esposizione, ergo:
scrivere ma evitare salotti letterari e coltivare pomodori
I migliori restano gli scrittori eroinomani
ma anche gli scrittomani eroinattori.
Comunque, nel mio piccolo mondo dilettantesco,
s c r i v e r e
non tanto si frappone,
quanto non ho mai saputo a cosa.
Mi dite che c’è là dietro?
sono forse più simpatici i barboni!;-)
i poeti sono gli unici a cui è dato di ‘cantare’ il ‘sacrificio’ è questo ha una sicura funzione sociale di condivisione. se per farlo poi si debba accompagnare d’eroina o di grappa o debbano costringersi ad una dimensione esistenziale ‘dannata’ o ‘sacerdotale’ beh quello poi è punto di vista personale di certo hanno necessità di grande ‘aurea’e di certo non sono grandemente simpatici, ma questa è solo un’impressione 🙂
la è è erroneamente accentata, perdonate il grave refuso, credo che siano anche un pò suscettibili sugli accenti i poeti
è tutta l’umanità che è intossicata!
Ciao
Marco
Sempre graffiante! 😉
Un caro saluto
Beh,
la poesia di Giancarlo mi è piaciuta molto,
al di là di tossici o no,
il senso e il suono girano a meraviglia,
che un goder mi piglia
MarioB.
Immagino occorrano intossicazioni più cordiali. Lasciate voi… ogni spettanza e bardata montura… credo d’aver letto da qualche parte ed ora anche quest’altra stronzata… “lasciate perdere il paragone con gli eroinomani”.
Ah, sì? E perchè?
Io adoro le iperboli, meno i lunghi travasi di bile.
una piccolezza: nella “malattia” i malati sanno di esserlo, nella “salute” i sani non sanno di essere malati: i poeti sono malati e tossica è l’accademia con la grande muraglia delle certezze delle fedi e delle opinioni o solo delle credenze. le simpatie sono più o meno cordiali come, spesso, anche le antipatie. mai chiudere la bara con la vita. ormai, però, scrivere po’ sembrare solo un’onta, un’àncora per l’annegamento: MA una risatina globale ci seppellirà tutti senza traccia di talenti atti alle incomprensioni.
le accademie sono tante molte troppe ma pochi e in estinzione i maestri. e questo è problema non solo delle accademie di poesia. i finti maestri ne avvertono il pericolo e si arroccano dentro spesse fortezze da lì nulla deve uscire men che meno il poco e stantio sapere che resta. ma che sapere è un sapere che non si nutre di ciò che è rimasto fuori, oltre le mura ?
taglienti le tue ‘sovrapposizioni’giancarlo.