Inedito di Giancarlo Tramutoli

INTOSSICAZIONI

Ancora aggrappato alla grappa
o a quel che trovo
tanto fa lo stesso
anche se non sono ancora le undici
perché qualcuno ti fa sentire
l’ultimo degli stronzi
ridacchiandoti in faccia
e tu sai che proprio quello
che sto facendo ora
s c r i v e r e
alla fine è proprio quello
che sempre si frappone
fra me e le persone
e penso che allora era meglio
che l’evitavo la letteratura
che son più simpatici gli eroinomani
che il mondo è più paziente e buono
coi tossici che con i poeti
che alla fine può essere pure
che son più stronzi loro, i poeti.
Sicuro più tossici, mi dice lei.

29.6.07

12 pensieri su “Inedito di Giancarlo Tramutoli

  1. franzk

    I poeti e, aggiungo, gli scrittori, sono sicuramente più stronzi. Gli eroinomani sono degli aspiranti suicidi che non pretendono nulla, in fin dei conti.
    La pretenziosità degli uomini e delle donne di lettere, diciamo così, è una malattia curabile soltanto con l’estinzione.

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  2. vbinaghi

    Lasciate perdere i paragoni con gli eroinomani.
    E’ un’iperbole pericolosa.
    Un contro è soffrire per ferita narcisistica, un conto ridursi a una larva.
    Non è la scrittura che fa soffrire, è l’esposizione, ergo:
    scrivere ma evitare salotti letterari e coltivare pomodori

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  3. mario

    I migliori restano gli scrittori eroinomani
    ma anche gli scrittomani eroinattori.
    Comunque, nel mio piccolo mondo dilettantesco,
    s c r i v e r e
    non tanto si frappone,
    quanto non ho mai saputo a cosa.
    Mi dite che c’è là dietro?

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  4. Angela D.N.

    i poeti sono gli unici a cui è dato di ‘cantare’ il ‘sacrificio’ è questo ha una sicura funzione sociale di condivisione. se per farlo poi si debba accompagnare d’eroina o di grappa o debbano costringersi ad una dimensione esistenziale ‘dannata’ o ‘sacerdotale’ beh quello poi è punto di vista personale di certo hanno necessità di grande ‘aurea’e di certo non sono grandemente simpatici, ma questa è solo un’impressione 🙂

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  5. cf05103025

    Beh,
    la poesia di Giancarlo mi è piaciuta molto,
    al di là di tossici o no,
    il senso e il suono girano a meraviglia,
    che un goder mi piglia

    MarioB.

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  6. lucasalvatore

    Immagino occorrano intossicazioni più cordiali. Lasciate voi… ogni spettanza e bardata montura… credo d’aver letto da qualche parte ed ora anche quest’altra stronzata… “lasciate perdere il paragone con gli eroinomani”.

    Ah, sì? E perchè?

    Io adoro le iperboli, meno i lunghi travasi di bile.

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  7. Marina Pizzi

    una piccolezza: nella “malattia” i malati sanno di esserlo, nella “salute” i sani non sanno di essere malati: i poeti sono malati e tossica è l’accademia con la grande muraglia delle certezze delle fedi e delle opinioni o solo delle credenze. le simpatie sono più o meno cordiali come, spesso, anche le antipatie. mai chiudere la bara con la vita. ormai, però, scrivere po’ sembrare solo un’onta, un’àncora per l’annegamento: MA una risatina globale ci seppellirà tutti senza traccia di talenti atti alle incomprensioni.

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  8. Angela D.N.

    le accademie sono tante molte troppe ma pochi e in estinzione i maestri. e questo è problema non solo delle accademie di poesia. i finti maestri ne avvertono il pericolo e si arroccano dentro spesse fortezze da lì nulla deve uscire men che meno il poco e stantio sapere che resta. ma che sapere è un sapere che non si nutre di ciò che è rimasto fuori, oltre le mura ?
    taglienti le tue ‘sovrapposizioni’giancarlo.

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